Migranti, Maroni ai prefetti “stop alle assegnazioni in Lombardia” mentre Salvini incita i cittadini alla protesta pubblicando in numeri delle prefetture

Fronte compatto da parte delle Regioni amministrate dal centrodestra nel ribadire il no all’accoglienza dei migranti: Maroni minaccia il blocco delle prefetture e il taglio dei fondi ai comuni che ospitano migranti. Renzi: la situazione attuale è il risultato delle scelte e dei guai fatti in passato da chi oggi sta urlando. Intanto in visita a Roma c’è il commissario europeo Dimitris Avramopoulos che assicura “L’Italia non è sola”

migrantiMilano, 9 giugno – Da sempre il dibattito politico si infiamma attorno alla delicatissima questione dei migranti, arrivando talvolta ad assumere toni duri, sopratutto durante la campagna elettorale. Ancora una volta la provocazione è partita dalla Lega Nord e precisamente dal governatore della Lombardia Roberto Maroni che, carta e penna alla mano, ha scritto una lettera direttamente ai prefetti “Vi chiedo di sospendere le assegnazioni nei Comuni lombardi in attesa che il Governo individui soluzioni di accoglienza temporanea più eque, condivise e idonee, che garantiscano condizioni reali di legalità e sicurezza”

A sostegno della sua richiesta l’ex segretario del carroccio, sempre nella lettera indirizzata alle prefetture lombarde, riporta alcuni dati resi noti, nei giorni scorsi, dal Viminale “La Lombardia è la terza regione italiana, dopo Sicilia e Lazio, come percentuale di presenze di immigrati nelle strutture di accoglienza. Ricordo poi che in Lombardia vive già oltre un quinto degli immigrati regolari presenti in Italia, molti dei quali in cerca di lavoro. E’ quindi impensabile inviare in Lombardia altri immigrati prima di aver riequilibrato la distribuzione”.

Sempre rivolgendosi ai prefetti il governatore lombardo ha aggiunto “L’eccezionale afflusso di cittadini stranieri sul nostro territorio, a seguito degli sbarchi sulle coste italiane, impone una gestione molto attenta del fenomeno migratorio. La soluzione al problema dell’immigrazione clandestina resta il blocco delle partenze dalle coste africane, attraverso il coinvolgimento dell’Unione Europea, dell’Onu e di tutta la comunità internazionale”.

Bloccare i flussi di extracomunitari bloccando le partenze e la creazione di campi profughi in Libia, fatti dall’Onu e gestiti dai caschi blu con l’intervento dell’Ue. Questa la soluzione proposta da Maroni e sostenuta anche dal neo governatore della regione Liguria Giovanni Toti che ha ribadito il suo appoggio alle posizioni di Maroni e della Lega annunciando su Facebook che appena si insedierà ufficialmente come presidente della regione si farà carico di ricordare ai prefetti, al Ministro dell’interno e ai sindaci l’indisponibilità da parte della Liguria ad accogliere altri immigrati.

A buttare benzina sul fuoco ci pensa il leader della Lega, Matteo Salvini, che dal suo profilo Twitter invita i cittadini a chiamare le prefetture per protestare, postando l’elenco di numeri di telefono dei vari uffici prefettizi “I prefetti cercano casa per migliaia di clandestini?Facciamogli sentire cosa ne pensiamo” e ai microfoni di Radio Padania aggiunge ““una telefonata costa poco, se ne arrivano tante almeno capiscono che la gente si è rotta le balle. Poi ovvio che il prefetto è solo un esecutore degli ordini di Roma, ma dopo migliaia di chiamate magari si rende conto della situazione e di come la pensa la gente”.

A smorzare la polemica ci pensano i prefetti lombardi: “Rispondiamo al Governo, non a Maroni” sottolineando il fatto che l’accoglienza non è competenza delle Regioni ma dello Stato, di conseguenza bisogna attenersi alle direttive che arrivano dal Ministro dell’Interno e dal Governo. Una posizione chiara e netta ribadita anche da Claudio Palomba, presidente del Sinpref, associazione sindacale dei funzionari prefettizi, il quale ha affermato “il nostro rapporto giuridico e funzionale non può essere con i singoli amministratori: in presenza di un invio, siamo tenuti a provvedere alla sistemazione”.

Dalla riunione del G7 in Germania non si fa attendere la replica del premier Matteo Renzi “La questione immigrazione è rimasta colpevolmente aperta per troppi anni. Ci vorranno settimane, è un lavoro di serietà. E’ facile dire ‘occupiamo le prefetture. Si tratta di risolvere guai causati da chi oggi sta urlando. Nomi e cognomi sono gli stessi – e aggiunge – La situazione non è da toni apocalittici, i numeri sugli sbarchi sono leggermente più alti dell’anno scorso ma il nostro sistema sta mostrando una grande, straordinaria capacità. Chi vuole insistere tutti i giorni sui temi dell’immigrazione lo fa per non parlare di altro”.

Il Presidente del Consiglio risponde anche al governatore della Lombardia Roberto Maroni che due giorni fa aveva minacciato i sindaci dei comuni lombardi di bloccare i fondi provenienti dalla regione in caso di ulteriori accoglienze, affermando che il governo sta mettendo a punto un piano secondo il quale i comuni virtuosi che ospiteranno migranti potranno sforare i vincoli del patto di stabilità interno, ribaltando cosi la minaccia dell’esponente leghista. Inoltre il premier non esita a sferrare un attacco duro e diretto “La decisione di dividere i migranti per le varie regioni è stata presa dal ministro Maroni: serve buonsenso”.

A sostegno di Matteo Renzi arrivano le parole di Angelino Alfano che propone di escludere da patto di stabilità interno le spese sostenute dai comuni per l’accoglienza. A schierarsi a favore del premier anche la presidente della Camera Laura Boldrini sottolineando che il ruolo delle istituzioni e di agire sempre con responsibilità. Mentre Sergio Chiamparino, presidente della Conferenza delle Regioni, invita il Governo ad ignorare la posizione di Maroni e dare disposizione ai prefetti perché tutte le Regioni diano accoglienza ai migranti.

Per quanto riguarda il piano europeo sull’immigrazione, Renzi ribadisce la sua insoddisfazione, valutandolo insufficiente e spiega “Bisogna prendere atto che la situazione così com’è non va. Ci siamo dati una tempistica da qui al Consiglio europeo di fine mese, cercheremo di portare a casa dei risultati”. Critico anche il leader di Ncd, Alfano che osserva “è difficile immaginare che 24mila migranti via dall’Italia in due anni siano una cifra giusta e che questi debbano essere solo eritrei o siriani. Lavoreremo per ottenere di più e confermare che il meccanismo di solidarietà deve essere presente in tutti i Paesi dell’Unione”.

Intanto, mentre intorno alla polemica scatenata da Maroni impazza il botta e risposta, il commissario europeo Dimitris Avramopoulos, in visita a Roma, ha incontrato il ministro dell’Interno Angelino Alfano e assicura “Sono qui per lanciare un messaggio forte: in questo periodo difficile, con una pressione migratoria così forte – e afferma –  l’Italia non è da sola. La Commissione Europea sarà qui per sostenerla. L’Agenda per l’immigrazione è un test per l’Europa e non torneremo indietro: siamo impegnati e determinati ad andare avanti”.

E mentre in Italia va in scena la solita discussione politica, l’emergenza immigrazione non si ferma. Lo ha annunciato, a Ginevra, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr): gli sbarchi nel Mediterraneo hanno superato quota 100mila. Dall’inizio del 2015, circa 103.000 persone sono arrivate via mare essenzialmente in Italia (54.000) e in Grecia (48.000). L’Oim stima che la maggior parte dei migranti arrivati in Italia sono partiti dalla Libia. Dati che dovrebbero far riflette in quanto è palese che si è difronte ad una grande emergenza umanitaria per la quale è necessaria una soluzione definitiva e al tempo stesso che rispetti la dignità dei migranti che prima di tutto sono persone spesso in fuga dagli orrori dei loro Paesi d’origine.

Lascia un commento