Immigrazione, vertice UE: 40mila profughi distribuiti tra i ventotto paesi europei

L’Europa si divide sul tema della volontarietà. Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Lituania contrarie alle quote

migranti“Alle tre del mattino, ma meglio tardi che mai: l’Europa accetta la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati sulle coste nostre e greche”, così il premier Matteo Renzi commenta via Facebook l’accordo raggiunto dall’Ue sul tema immigrazione.

Nei prossimi due anni 40mila profughi saranno distribuiti tra i ventotto paesi europei. Con loro anche i 20mila richiedenti asilo attualmente rifugiati nei campi UNHCR in Africa. Le quote di ripartizione verranno decise entro fine luglio dai Ministri degli Interni a maggioranza qualificata.

Dopo mesi di trattative Bruxelles affronta l’emergenza immigrazione. “Un accordo modesto” per il presidente della Commissione ed autore del piano Jean-Claude Juncker. E sicuramente un dibattito molto acceso, stando a quanto riferiscono gli addetti ai lavori. La discussione sul dossier immigrazione è stata intavolata ad ora di cena, verso le otto circa, di giovedì sera in netto ritardo a causa della discussione sulla crisi greca.

“Se non siete d’accordo sui 40mila, non siete degni di chiamarvi Europa. Se questa è la vostra idea di Europa, tenetevela. O c’è la solidarietà o non ci fate perdere tempo”, ha dichiarato Renzi durante il vertice. Toni molto duri quelli del premier, che però ha spiegato: “Non abbiamo alzato la voce, ma ci siamo fatti sentire”.

Il tema che ha infiammato gli animi è stato la volontarietà della ricollocazione dei migranti. Il testo iniziale del piano europeo approvato in Commissione, infatti, portava l’espressione “su base volontaria”, mettendo nelle mani dei singoli paesi la decisione di aderire alle quote di redistribuzione o meno.

A sostenere questo principio in particolare sono stati i paesi dell’Est, primi tra tutti Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Lituania. E tra i due schieramenti, pro-volontarietà e contro-volontarietà, si è inserito anche il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. L’ex premier polacco, infatti, si è apertamente dichiarato a favore del fronte orientale, scatenando forti tensioni con Juncker. “La tua posizione è oltre le tue competenze, io vado avanti da solo”, sembra gli abbia detto il presidente della Commissione.

Alla fine, dopo quasi sette ore, l’accordo: l’obbligo per tutti i membri Ue ad ospitare i 40mila profughi approdati in Grecia e in Italia fino ad ora. Per Renzi si tratta di “un primo passo per poter dire che finalmente la politica dell’immigrazione è europea, ma c’è ancora moltissimo da fare.” “Se di fronte a un piccolo numero come 40mila richiedenti asilo non ci fosse stata la solidarietà, – ha continuato – sarebbe stata una presa in giro nei confronti dell’Europa di cui siamo stati fondatori con altri cinque paesi con un ideale di libertà, democrazia e di valori condivisi. Non è pensabile che l’Europa sia la patria dell’egoismo.”

Lascia un commento