Licenziamenti a Lettere e Filosofia, occupata la sede a Porta di Massa

La protesta studentesca a sostegno dei lavoratori a rischio licenziamenti continua

porta di massa“Chiuso per licenziamenti”. Lo striscione affisso dal Collettivo studentesco fuori alla Facoltà di Lettere e Filosofia parla chiaro. È da ieri che i ragazzi hanno occupato la sede di Porta di Massa in segno di protesta contro l’imminente licenziamento di due addetti alla manutenzione.

Dopo l’occupazione della presidenza del dipartimento di Studi Umanistici gli studenti hanno blindato la Facoltà. Una protesta a sostegno dei due operai che solo ad un anno e mezzo di distanza dal proprio contratto rischiano di trovarsi “in mezzo a una strada”.

“Da giovedì 25 portiamo avanti questa vertenza, perché si tratta dell’ennesimo esempio di quanto il sistema del lavoro esternalizzato sia non solo fallimentare in termini di costi ma soprattutto fallisce in termini di tutele e di ricadute sul lato occupazionale e su quello dei diritti dei lavoratori che vengono totalmente calpestati e cancellati”, hanno dichiarato gli occupanti.

L’esternalizzazione dei servizi della Federico II ha avuto come diretta conseguenza l’assegnazione degli appalti tramite Consip, una società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Così, dopo solo 18 mesi, l’appalto di quattro anni che era stato stipulato è passato nelle mani di un’altra azienda. E a rimetterci le spese sono i lavoratori.

“La condizione che ci troviamo ad affrontare – denuncia il Comitato studentesco – è tanto più paradossale se si considera che il passaggio di cantiere avviene tra due aziende supportate della Romeo. Questo licenziamento implicherebbe comunque l’assunzione di nuovo personale a discapito del vecchio, innescando meccanismi clientelari e di ricatto nei confronti dei lavoratori”.

Per gli studenti schierarsi al fianco degli operai non è solo una dimostrazione di solidarietà verso chi ogni giorno ha lavorato nella loro università. L’obiettivo è quello di denunciare la condizione generale che i lavoratori si trovano ad affrontare “laddove una entità sovrastatale come quella europea sta imponendo diktat di lacrime e sangue” attraverso il processo di esternalizzazione.

Con la sessione estiva in dirittura d’arrivo, però, il rischio che quest’occupazione sembrasse un astuto tentativo di evitare gli esami era alle porte. “Con il Direttore di Dipartimento si sono trovate sistemazioni altre, che non fossero il Palazzo occupato di Porta di Massa per sostenere gli esami, quindi le attività degli esami sono state mantenute”, ci tiene a spiegare il Comitato. “Ci teniamo affinché questa occupazione non rechi danni al corpo studentesco, anche se in un certo senso riteniamo sia importante la partecipazione degli studenti, che sono i nuovi lavoratori.”

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