“Stop alla violenza sui camici bianchi”. E’ questo l’appello dei medici di Napoli

Negli ospedali partenopei si verifica un caso di aggressione al giorno ai danni dei medici. Nasce così una campagna contro la violenza

Stop violenza-mediciA Napoli, ogni giorno, si verifica un caso di aggressione fisica contro i medici dei Pronto Soccorso, non solo: purtroppo, a questa si aggiunge violenza verbale, di genere e psicologica. A comunicarlo è il Presidente dell’ordine dei Medici di Napoli Silvestro Scotti durante una conferenza stampa tenutasi lo scorso martedì, nella quale si è presentata l’iniziativa “Stop alla violenza sui camici bianchi”.

Secondo le testimonianze di tutto il personale medico, nell’ultimo mese è stata denunciata un’aggressione al giorno ai danni non solo dei medici che operano nei pronto soccorso, ma anche contro il personale del 118 e della guardia medica. Nelle ultime settimane, sembrerebbe addirittura che la situazione sia peggiorata. A testimonianza di ciò locali e sale medicazioni distrutte da cittadini parenti di vittime di incidenti stradali o protagonisti di fatti criminosi.

Dati gli sgradevoli accaduti, i medici hanno deciso di portare avanti una campagna contro la violenza ai loro danni, ed è per questo che, in tutti gli ospedali di Napoli e provincia e al personale del 118, sono state distribuite simbolicamente delle pettorine stampate come se fossero giubbotti antiproiettile. Il primo ospedale a riceverle è stato il San Paolo di Fuorigrotta.

“Vogliamo curare, non difenderci”. Sono queste le parole del dottor Silvestro Scotti, che si rende portavoce di tutto il personale medico che ogni giorno rischia per la sua incolumità. “Ormai siamo al bollettino di guerra” – continua Scotti – “ogni giorno un medico viene aggredito fisicamente da soggetti che ritengono che l’ospedale sia un ring più che un luogo di cura” , ed è per questo che il leader dei camici bianchi richiede “un intervento istituzionale più alto”. Scotti  sottolinea che “questa campagna mira a porre l’attenzione della cittadinanza sul ruolo dei medici che difendono un diritto costituzionale e, pertanto, una lesione fatta a un operatore sanitario è una lesione di un diritto sancito dalla Costituzione”.

Ma la campagna dei medici non si ferma qui: oltre che alla distribuzione di pettorine negli edifici sanitari, un’equipe di medici si incaricherà di andare nelle scuole per “portare un messaggio ai giovani ed educarli all’utilizzo dei servizi sanitari sperando che influenzino di più gli adulti e le loro famiglie”, perché, secondo Scotti, “il problema vero è risvegliare un senso civico di rispetto delle istituzioni che si va sempre più perdendo perché molte volte da parte di pazienti e familiari sono confusi i diritti con pretese e si ritiene di poter giudicare l’operato del medico sulla base di considerazioni personali prive di fondamento”.

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