Caso De Luca: Sal insiste per lo scioglimento del Consiglio regionale, Matteo Renzi sarà diffidato

L’avvocato Miglino (Sal): “Tutti gli atti di De Luca potrebbero essere dichiarati nulli. Renzi sciolga il Consiglio regionale e indica nuove elezioni”

COMUNICATO STAMPA

Matteo Renzi Vincenzo De LucaNapoli, 3 luglio – Il provvedimento con il quale il Presidente del Consiglio ha accertato la sospensione di Vincenzo De Luca dalla carica di Presidente della Regione Campania è stato a sua volta sospeso, con decreto del Presidente della prima sezione civile del tribunale di Napoli, emanato il 2 luglio 2015 su ricorso proposto dal De Luca ai sensi dell’articolo 700 c.p.c.

Il decreto ha però efficacia provvisoria, sino all’udienza del 17 luglio 2015, quando il tribunale deciderà se il ricorso di De Luca può essere o meno accolto. In linea teorica, la giustizia napoletana potrebbe revocare, confermare, modificare quanto già deciso.

Gli esponenti politici che all’ultima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale campano hanno dato vita alla formazione politica Sinistra al lavoro, candidando come presidente Salvatore Vozza, sono intervenuti nel processo con l’assistenza del professor avvocato Arnaldo Miglino. Sostengono, fra l’altro, che proprio la conferma del provvedimento ex art. 700 c.p.c. potrebbe gettare la Campania nel caos amministrativo e istituzionale, ove la Corte costituzionale non accogliesse le eccezioni sollevate dal De Luca in ordine alla illegittimità della legge Severino.

In tal caso, gli atti emanati dal presidente “provvisorio” (compresi la nomina della giunta e del vice presidente) potrebbero essere considerati invalidi e/o illegittimi da giudici che non dovessero condividere il contenuto del provvedimento emanato dai loro colleghi in base all’art. 700 c.p.c. Infatti l’uso di tale articolo per disapplicare una normativa vigente (in questo caso la cosiddetta legge Severino), sospettata di incostituzionalità, non è previsto espressamente ma deriva da una delle diverse interpretazioni delle vigenti disposizioni. Interpretazioni che potrebbero porre nel nulla tutti gli atti nel frattempo emanati dal De Luca.

Per evitare tale rischio il Governo, secondo l’art. 120 della costituzione, dovrebbe sciogliere il Consiglio regionale e indire nuove elezioni e per questo sarà rivolta una diffida al Presidente del Consiglio, inoltrata prima dell’udienza del prossimo diciassette luglio.

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