Le pensioni erogate dall’Inps sono da fame. In 15 milioni gli italiani sotto la soglia di povertà

Quasi la metà delle pensioni è al di sotto dei 700 euro mentre 724.250 connazionali, pari al 4,6% del totale dei pensionati Inps, percepiscono pensioni oltre 3.000 euro

pensionatoL’importo erogato dall’Inps nell’anno 2014 per le prestazioni pensionistiche ammonta a 268,8 miliardi di euro. Mensilmente, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale eroga complessivamente quasi 21 milioni di pensioni a favore di circa 15,6 milioni di beneficiari.

Le prestazioni pensionistiche (invalidità, vecchiaia) ammontano a quasi 17, 2 milioni di trattamenti (pari all’82,2% di tutte le prestazioni in essere) mentre le prestazioni di natura assistenziale (pensioni e assegni sociali, indennità di invalidità civile) ammontano a oltre 3,7 milioni di trattamenti (pari al 17,8% delle prestazioni in essere).

Secondo i dati del rapporto annuale Inps 2014, emerge che il 42,5% dei beneficiari (pari a oltre 6,6 milioni) assorbe circa il 18,9% della spesa annua complessiva (50 miliardi di euro), percependo una o più prestazioni che, in media, non raggiungono neanche i 700 euro mensili.

Il dato allarmante è che, di questi soggetti, il 12,1% (pari a 1,9 milioni) percepisce una pensione inferiore a 300 euro, rimanendo ben al di sotto della soglia di povertà.

Sono quasi 3,6 milioni, circa il 23,5% del totale, le persone che ricevono una prestazione che oscilla tra 1000 e 1500 euro e assorbono circa il 22% della spesa pensionistica annua (59 miliardi), mentre un ulteriore 17, 2% di pensionati (circa 2,7 milioni) riceve pensioni tra 1500 e 2000 euro mensili, pari al 22,2% della spesa totale.

Il 12,2% circa dei soggetti (pari a 1,9 milioni) percepisce una prestazione pensionistica tra i 2000 e i 3000 euro lordi, assorbendo il 21,7 % della spesa lorda complessiva (oltre 58 miliardi di euro).

Infine, sono 724.250 soggetti, pari al 4,6% del totale dei pensionati Inps, a percepire pensioni oltre 3.000 euro mensili, per una media mensile di 4.336 euro lordi. Queste prestazioni hanno un costo pari a 41 miliardi l’anno e assorbono il 15,2% della spesa totale.

Se si analizzano i dati in un’ottica di genere, si riscontra che le donne sono concentrate nelle classi di importo più basse e vi è una progressiva riduzione del peso delle donne al crescere delle classi di importo (oltre i 3000 euro solo un pensionato su quattro è donna).

Stando quindi al rapporto annuale dell’Inps, la crisi economica, che dal 2008 ha colpito il Paese, ha aumentato le disparità di reddito tra la popolazione, peggiorando drasticamente le condizioni dei più deboli: in cinque anni, dal 2008 al 2013, la quota totale di persone povere è salita al 25% che equivale a 15 milioni di italiani.

Un altro dato molto preoccupante emerge dal rapporto Ocse: il reddito medio del 10% più ricco della popolazione italiana è pari a 11 volte quello del 10% più povero. Il 10% più povero della popolazione in Italia ha accusato un calo del reddito del 4% l’anno tra il 2007 e il 2011, mentre il reddito medio è calato del 2% e quello del 10% più ricco solo dell’1 per cento.

FOTO: tratta da ANSA.it

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