Egitto, al-Azhar: “Le unioni omosessuali sono un atto immorale”

La Grande Moschea di al-Azhar si dichiara contro le unioni omosessuali definite “un crimine contro l’umanità”. Un “turpe tentativo di invadere i paesi islamici con appelli” alle unioni gay, dopo che “alcuni Paesi hanno regolamentato e accettato” questa pratica

al-AzharDopo l’importante traguardo raggiunto negli Stati Uniti dalle coppie omosessuali, e dopo che il segretario alla giustizia Loretta Lynch ha riconosciuto pari diritti alle coppie sposate dello stesso sesso, rispetto a quelle etero, è al-Azhar a far sentire la sua voce in questione, definendo quanto avvenuto “non una vittoria dei diritti umani”, bensì una contraddizione all’onore che Dio ha conferito all’uomo rispetto alle altre Sue creature, e quindi “una violazione ai diritti umani ed una distorsione della sua libertà”.

Al-Azhar ha inoltre continuato dicendo che: “il matrimonio nell’Islam avviene solo tra un uomo e una donna, secondo le regole della sharia che ne ha stabilito i pilastri e le condizioni, vietando tutti i rapporti peccaminosi al di fuori del quadro del matrimonio legale”. Regole che devono essere rispettate “per evitare che l’umanità cada nella depravazione, nella decadenza e nella corruzione sociale e familiare”.

La “luminosa” (questo il significato di al-Azhar), nonchè antichissima università fondata nel X secolo, considerata una tra le più antiche università funzionanti del mondo, ha inoltre criticato le campagne che utilizzano mezzi quali media, personaggi famosi, e tutto ciò che possa essere loro utile come mezzo di propaganda per chiedere di regolamentare e legalizzare questa “perversione sessuale”.

Sicuramente allarmante pensare che quasi tutti i paesi islamici possiedano delle leggi che condannano i rapporti omosessuali, arrivando anche alla pena capitale; ciò intimorisce ancora di più poiché queste dichiarazioni potrebbero arrivare a generare nuove persecuzioni. Basti pensare alla “laica” Turchia, in cui, qualche giorno fa, il movimento “Young Islamic Defence”, ha affisso dei manifesti ad Ankara con minacce di morte per i gay.

Probabilmente, proprio per questo motivo il ministro della Sanità Houssei Louardi sta cercando di depenalizzare l’omosessualità nel suo paese.

La dichiarazione di al-Azhar è in contrasto con le evidenze storiche, scientifiche e sociologiche, ma soprattutto cerca di mettere a tacere qualsiasi interpretazione differente, imponendo una ortodossia dogmatica, come denunciato dalle associazioni dei musulmani progressisti. L’assemblea dei ricercatori islamici di al-Azhar ha dichiarato che “Dio non accetterà le preghiere rivolte a Lui, quando la preghiera sarà guidata da un imam omosessuale”, o gay-friendly.

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