La gestione dei rifiuti in Campania.

Sulla gestione dei rifiuti in Campania da anni si susseguono deliberazioni ai vari livelli istituzionali poi revocate o sconfessate all’ultimo momento. Era solo il 2008 quando fu legittimata la discarica di cava SARI nei confini di Terzigno, area protetta del Parco Vesuvio. La soluzione dello smaltimento dei rifiuti in Campania ancora non vede la realizzazione del ciclo completo della filiera della raccolta differenziata, dove differenziare il rifiuto è solo il primo passo. Servono impianti di lavorazione e non soltanto discariche ed inceneritori. Il rifiuto differenziato va lavorato. A Napoli e Provincia questo non sempre accade non solo perché migliaia di cittadini manifestano contro discariche putride, mal gestite e non a norma, ma perché spesso le decisioni anche delle amministrazioni più efficienti devono fare i conti con una silente micro criminalità che sul rifiuto lucra. Da pochi giorni è avvenuto il cambio della  presidenza dell’Asia, la società che si occupa della gestione dei rifiuti a Napoli, da Raphael Rossi a Raffaele Del Giudice. Episodio che ancora fa discutere. L’amministrazione De Magistris in questi mesi ha lavorato per trovare una soluzione ma alcuni quartieri di Napoli come Ponticelli, Secondigliano, San Giovanni a Teduccio e Fuorigrotta sono di nuovo sommersi da  cumuli impressionanti di spazzatura. In queste ore agli abituali rifiuti si sono aggiunti anche giocattoli vecchi e imballaggi utilizzati per i regali natalizi e dell’ epifania. Una epifania nella ” monnezza ” con segnali estremamente preoccupanti sul versante degli sprechi.

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