Due domeniche all’insegna della grande musica: Marcello Coleman e James Senese

Marcello Coleman e James Senese per due strepitosi concerti al tramonto in Cilento. Il Neapolitan Power incrocia la repubblica indipendente del Dum Dum, domenica 12 e 19 luglio

Coleman SenesePaestum (Salerno), 12 luglio – Il suono di una Napoli in continuo divenire. Un suono inconscio, ibrido, che supera clichè e luoghi comuni, in un crossover che fonde rock, reggae, blues, rap, dub, jazz per raccontare spazi di libertà, ma anche la rabbia, la bellezza, la miseria, la discriminazione, lo sfruttamento sul lavoro, il disagio delle periferie, il battito della vita.

È la poesia e la magia del Neapolitan Power che incrocia la visione del Dum Dum Republic, terra di naviganti, poeti e sognatori. Un legame con l’anima partenopea espressa già nelle scorse settimane dal tributo di Raiz & gli Almamegretta a Pino Daniele, con un’originale versione dub di “Yes I Know my way” nello stile tipicamente Alma. 

Una Napoli che ritorna sull’arena del mare della repubblica indipendente del Dum Dum con due straordinari concerti al tramonto. On stage due icone, due mostri sacri, Marcello Coleman e James Senese.

Reggae Revolution questa domenica, 12 luglio, start ore 17 con la “VoodooVibe” di Coleman, il musicista “nero a metà” nato da padre americano e madre napoletana, vocalist degli Almamegretta fino al 2013 e che, a dieci anni da Alternegro, ha deciso di ritornare in studio per il suo nuovo disco. VoodooVibe racconta il superamento dell’omologazione che genera schiavitù,  descritta nel brano “Acqua santa”. E ancora l’incoraggiamento, il messaggio di speranza per resistere alla voglia di migrare di “Wote ndani ya”, di lasciare la propria terra d’origine, ‘terra mamma e mariola’, per approdare in una “Terra morta” che – parafrasando Pino Daniele – ‘forse ‘na vota era ‘e mille culure, ma oggi ‘o fuculare è o ‘scuro’ .

Domenica 19 luglio, protagonista dei grandi live al tramonto del Dum Dum Republic sarà invece James Senese & Napoli Centrale, formazione cult che è riuscita a miscelare nel proprio suono la melodia della tradizione popolare napoletana alle più innovative e sperimentali sonorità jazz-rock, in una fusione che è stata una vera rivoluzione.

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