Grecia, c’è l’intesa: Merkel annuncia nuovi aiuti per 82-86 miliardi

Intesa raggiunta all’unanimità: dopo una maratona di 17 ore di discussione a Bruxelles, l’annuncio del presidente del Consiglio Ue Tusk: “Ora aiuti Esm e riforme serie”. Juncker esulta: “Non ci sarà una Grexit”. Euro e borse in rialzo, giù lo spread, Atene deve approvare le riforme entro mercoledì e istituire un fondo fiduciario nel quale far confluire la garanzia dei prestiti Ue

tsipras“La strada sarà lunga e difficile” ha detto Angela Merkel al termine della conferenza dell’Eurosummit, ma la cancelliera ha confermato che “l’intesa c’è, questo è un piano A e non serve un piano B”, ovvero l’uscita della Grecia dall’euro. La Merkel ha annunciato anche che il terzo intervento finanziario a favore della Grecia sarà di 82-86 miliardi in tre anni di cui 24 miliardi per il sistema bancario. Ora il Parlamento greco dovrà approvare tutte le condizioni dell’accordo e, solo dopo il via libera greco, anche il Bundestag si riunirà per approvare il piano di aiuti: “Se necessario siamo pronti a prendere misure supplementari di grazia per prolungare le scadenze del debito” – ha aggiunto la cancelliere – ricordando che la posizione dei governi non è favorevole al taglio nominale del debito.

Per il premier Alexis Tsipras l’accordo raggiunto all’Eurosummit permetterà alla Grecia di tornare a condizioni di stabilità finanziaria: “Abbiamo evitato il trasferimento dei nostri beni all’estero”, mentre riguardo alla ristrutturazione del debito ha annunciato di averne ottenuto un alleggerimento e il finanziamento a medio termine: “La Grecia continuerà a lottare per essere in grado di tornare a crescere”.

Nella notte il governo greco si è opposto alla creazione di un fondo fiduciario contenuto nella proposta di compromesso dei creditori, chiedendo anche un ruolo più contenuto del Fmi nel terzo salvataggio. Per far fronte alle esigenze immediate della Grecia, che ammontano a 7 miliardi entro il 20 luglio, i partner europei avrebbero pensato a prestiti bilaterali da parte di alcuni Paesi che poi verrebbero rimborsati dal Fondo salva Stati. Prestiti bilaterali e ricorso alle dotazioni dell’Efsf saranno quindi le chiavi di questo prestito ponte, che dovrebbe essere sufficiente a pagare le rate del debito greco in scadenza a luglio.

Dunque la Grecia avrà il suo terzo piano di aiuti per uscire dalla crisi. Dopo l’indiscrezione del primo ministro belga Charles Michel, la conferma ufficiale è arrivata dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk: “L’Eurosummit ha raggiunto un’intesa unanime. Siamo pronti per partire con il programma di supporto finanziario del fondo Salva stati e riforme serie”. “Domani e mercoledì il Parlamento greco dovrà legiferare sui vari aspetti concordati oggi, se tutto va bene entro la fine della settimana può essere deciso il mandato per negoziare il sostegno dell’Esm“, ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, dopo il vertice. Proprio i ministri finanziari devono ora discutere di un prestito ponte per fornire subito liquidità alla Grecia, che il 20 luglio deve rimborsare 3,5 miliardi alla Bce. Il numero uno della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, ha cercato di ricomporre la frattura aperta durante le trattative, quando Tsipras aveva parlato di un tentativo di umiliare pubblicamente la Grecia con le richieste dei creditori: “In questo compromesso non ci sono né vincitori né sconfitti. Non penso che i cittadini greci siano stati umiliati, si tratta di un accordo tipicamente europeo”.

Si tratta di un accordo umiliante invece per Panagiotis Lafazaris, ministro dell’energia e leader dell’ala radicale di Syriza. Infatti entro mercoledì 15 luglio, la Grecia dovrà adottare la riforma dell’Iva, quella delle pensioni, e quella dell’Elstat (l’istituto nazionale di statistica) e introdurre tagli semi-automatici alla spesa in caso di deviazioni dall’obiettivo del surplus primario. Entro il 22 luglio invece, si dovrà approvare la riforma del codice di procedura civile e recepire la direttiva Brrd (Bank Recovery and Resolution Directive) sul fallimento degli istituti di credito. Dal canto suo, Tsipras ha parlato di una “dura battaglia“, nella quale la Grecia ha “lanciato un messaggio di dignità” per tornare a “lottare per la crescita“. Il leader greco ha poi garantito che il peso delle riforme sarà ripartito “secondo criteri di giustizia sociale, e che questa volta ricadrà anche su coloro che non hanno pagato con la crisi“.

Fra i Paesi che hanno aderito alla proposta ci sarebbe anche l’Italia, che, contemporaneamente, è anche tra i Paesi contrari all’idea di istituire un fondo da 50 miliardi per le privatizzazioni greche. Per Matteo Renzi l’accordo raggiunto “non era scontato“. Il premier ha parlato di “una nottata di grande impegno e anche di qualche tensione” in cui “abbiamo rischiato la Grexit” commentando: “Aver evitato la rottura sulla Grecia è un fatto importante e significativo, anche se ci sarà molto da lavorare ancora”.

Intanto in seguito all’accordo raggiunto all’Eurosummit sulla Grecia, la partenza risulta in rialzo a Piazza Affari: L’Ftse Mib guadagna lo 0,86%, mentre l’Ftse All Share registra un progresso dello 0,73%. Brusco calo dello spread tra Btp e Bund dopo l’accordo raggiunto. Il differenzial di rendimento tra i titoli di stato italiani e tedeschi si attesta a quota 116 punti, circa 10 punti sotto l’avvio di giornata.

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