Crisi Hp di Pozzuoli, de Magistris incontra i lavoratori: “Siamo pronti ad affiancarvi al Mise”

Chiesta ai sindacati una mobilitazione contro il fenomeno della desertificazione industriale nell’area metropolitana di Napoli

lavoratori HpIl sindaco di Napoli Luigi de Magistris e l’assessore al lavoro del Comune di Napoli Enrico Panini, molto preoccupati delle continue crisi industriali che si stanno susseguendo in questi mesi nell’area metropolitana di Napoli, hanno avuto un incontro nella giornata di ieri con i lavoratori della multinazionale Hp di Pozzuoli. All’incontro erano presenti una delegazione di lavoratori, che hanno denunciato la volontà della multinazionale di abbandonare la produzione nel sito campano e una rappresentanza sindacale Fiom CGIL.

Il sindaco, oltre a esprimere la più “ampia solidarietà”, ha preannunciato l’impegno a “relazionarsi rapidamente con il sindaco di Pozzuoli e il presidente della Regione Vincenzo De Luca per impedire questo ulteriore scempio dei punti di qualità del nostro territorio”. Inoltre, de Magistris ha garantito la disponibilità a presenziare agli incontri che saranno programmati al Ministero dello Sviluppo per discutere il piano di dismissione di Hp. Infine, rivolgendosi ai sindacalisti ha sottolineato come sia necessaria “una grande iniziativa di mobilitazione per contrastare il fenomeno crescente della desertificazione industriale dell’area metropolitana di Napoli e per affermare la necessità di una politica governativa di contrasto a questo costante impoverimento”.

“Se verrà decisa – ha dichiarato l’assessore Panini – un’iniziativa di unificazione delle tante crisi aperte, io con l’intera Giunta comunale affiancheremo questa giusta indignata mobilitazione. Se non fosse possibile da parte del movimento sindacale definire appuntamenti condivisi, allora, nella nostra funzione di garanti del territorio, ci intesteremo da settembre la promozione di azioni pubbliche di contrasto ad una desertificazione che ci colpisce brutalmente e che toglie speranze ai nostri lavoratori, e, ancor meno, ai nostri giovani”.

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