“La Terra dei Fuochi continua a bruciare”. Il grido di dolore di Don Patriciello

Il parroco, seguendo l’esempio del giornalista Sandro Ruotolo, si rivolge da Facebook al premier Renzi: “È giunto il momento di mantenere la parola data”. Decine le immagini degli utenti sui social

Terra dei fuochiLa Terra dei Fuochi brucia ancora, non ha mai smesso di farlo. Anzi, forse brucia più di prima. Lo sanno le persone che abitano tra le province di Napoli e Caserta, costretti a respirare (e con la paura di farlo) un’aria acre, mentre nel cielo che diventa nero come la pece, si stagliano nubi tossiche. Lo sa anche Don Maurizio Patriciello che da anni lotta contro i roghi, affinchè un intero popolo non sia più costretto a vivere con il rischio di ammalarsi di cancro. Ma da quando il governo nel gennaio 2014 decise di inviare l’esercito, in quelle zone nulla è cambiato. E allora Patriciello, seguendo l’esempio del giornalista di La7 Sandro Ruotolo, da mesi costretto a vivere sotto scorta a causa delle minacce ricevute dal boss dei Casalesi Michele Zagaria – intercettato in carcere aveva detto “Lo voglio squartato vivo” –, si rivolge dalla sua pagina Facebook direttamente al premier Matteo Renzi: “È giunto il momento di mantenere la parola data. La Terra dei Fuochi brucia ancora. Brucia più di prima”.

In poche ore decine di utenti, sempre dai social, lanciano il loro messaggio di denuncia facendosi fotografare con un cartello recante un appello. Il più ricorrente è: “Renzi, la Terra dei Fuochi brucia ancora. Il governo che fa?”. Qualche ora prima, c’era stato anche un importante messaggio di Luigi Costanzo, medico dell’ambiente (Isde), che aveva scritto sulla sua pagina social: “Il grido disperato di Tina, mamma di Dalia (strappata a soli 13 anni all’affetto dei suoi cari) e di un bimbo appena nato…dovrebbe far tremare i polsi..scuoterci dall’interno. Fissarsi nella mente come un tarlo, stamparsi nel cuore come ‘impegno’…diventare il grido di tutti noi e di tutte le mamme della nostra martoriata terra”.

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