Tra anatomia e arte. Body worlds approda a Napoli.

Gunther Von Hagens’ BODY WORLDS è la più grande e affascinante mostra sul corpo umano, ha viaggiato in più di sessanta città del mondo ed è stata ammirata da oltre 34 milioni di visitatori. Dopo il grande successo di Roma, ora è a Napoli fino all’8 luglio negli spazi del Real Albergo dei Poveri.

Se pensate di conoscere già tutto di voi stessi, vi accorgerete guardando questa mostra che c’era ancora tanto da scoprire e che siete più complicati di quanto pensiate.

Per gli appassionati dell’anatomia, dell’arte, della filosofia, ma anche per chi vuole semplicemente conoscere di se stesso ciò che allo specchio non vede, questa è un’occasione imperdibile.

Non si tratta di manichini o di modellini di plastica ma di veri e propri corpi umani, appartenenti a donatori che nel corso della loro vita hanno scelto di lasciare in eredità il proprio corpo per la plastinazione e l’esposizione, contribuendo all’educazione scientifica delle generazioni future.

Tutto ebbe inizio nel 1982 quando il dottor Gunther von Hagens inventò la plastinazione, un procedimento che permette la conservazione del corpo umano tramite la sostituzione dei liquidi con polimeri di silicone. Questa tecnica rende i reperti organici rigidi, mantenendo inalterati i colori.

Von Hagens espone i corpi plastinati in pose caratteristiche, in maniera tale da ricostruire celebri opere d’arte, mentre altre volte assumono gesti atletici particolari. Infine, vi sono corpi sezionati per puri scopi didascalici.

Si parte dal cuore, indicato come la sede delle nostre emozioni e considerato in un contesto storico, culturale e umanistico, alla formazione dell’embrione e alla sua trasformazione nel tempo. Il tutto accompagnato da citazioni e immagini che inducono alla riflessione, da un’atmosfera di introspezione e silenzio, come se si stesse viaggiando nel corpo di un uomo che dorme.

Non è certo una mostra impressionistica o raccapricciante, lo scopo di tutto questo lo troviamo nelle parole del suo inventore che ce lo spiega così “Nel plastinato riconosciamo noi stessi, la nostra vulnerabilità e il miracolo della nostra esistenza. Questa autoconsapevolezza del proprio corpo ispira il risveglio alla vita e a tutte le possibilità che essa ci offre.”

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