Mezzo milione di “No” in difesa dell’ambiente e delle leggi Ue salva-natura

Alta partecipazione alla campagna del WWF: mezzo milione di europei ha detto “No” alla revisione delle leggi salva-natura “Habitat” e “Uccelli” attraverso la campagna “Nature Alert” lanciata dalle associazioni ambientalistiche. Le normative “funzionano e vanno bene come sono”, afferma Brunner

salva naturaMezzo milione di cittadini europei, tra cui in testa britannici, tedeschi ed italiani, si sono schierati in difesa delle leggi Ue salva-natura “Habitat” e “Uccelli”, fra le più importanti al mondo per quanto riguarda la tutela di animali, piante e habitat, dall’estinzione. Queste, infatti, tutelano oltre 1.000 specie simbolo e più di 27.000 aree naturali in Europa tramite la rete Natura 2000, ed inoltre hanno permesso di salvare dall’estinzione il lupo, l’aquila di mare e le foche.

Le associazioni ambientaliste BirdLife, Wwf, European Environmental Bureau, e Friends of the Earth Europe lo scorso maggio avevano lanciato la campagna “Nature Alert” (attiva fino a domenica) per rispondere alla proposta della Commissione di valutare la possibilità di modificare le normative europee di tutela della natura. La campagna, che stando ad una nota del Wff ha registrato la più alta partecipazione mai registrata nel continente, ha riscosso un successo smisurato anche in Italia (circa 70 mila di aderenti), dove tramite LipuLegambiente e Wwf stesso, è stata adottata da molti dei personaggi dello spettacolo italiano come Fiorello, Claudio Bisio, Luca Argentero, Fiorella MannoiaNek, Neri Marcorè e Pierfrancesco Favino. Lo scopo delle organizzazioni ambientalistiche europee è stato raggiunto, in quanto “il messaggio lanciato da mezzo milione di cittadini, insieme a quello di oltre 120 ong, è stato chiaro: le leggi salva natura dell’Eu non vanno cambiate“, ribadisce il Wwf.

In sua difesa, il Commissario Europeo dell’Ambiente Karmenu Vella, ha sottolineato che “non c’è un ridimensionamento degli obiettivi delle norme”, ma le ragioni degli ambientalisti si fanno sentire forti: secondo le stime, la rete Natura 2000 genera fra i 200 e i 300 miliardi di euro di benefici economici ogni anno, eppure vengono spesi solo il 20% dei finanziamenti che sarebbero necessari a conservarla; a ribadire la questione è il responsabile delle politiche Ue di BirdLife Ariel Brunner, che sottolinea: “Quelli che lavorano nel settore conoscono benissimo i veri problemi: mancano fondi, ispezioni, impegno fattivo per l’attuazione delle leggi, contributi per un’agricoltura che non distrugga la biodiversità”. A sostegno di Brunner, secondo il quale le due normative in discussione “funzionano laddove vengono applicate e vanno bene come sono”, Genevieve Pons, direttrice dell’ufficio Ue del WWF , che sollecita: “Ora è il momento per la Commissione europea di dargli ascolto e mettere a punto un piano di tutela della natura basato su maggiori finanziamenti e una più severa applicazione della legge”.

Della stessa idea sono anche alcune autorità nazionali, agricoltori ed allevatori ai quali, contemporaneamente alla consultazione pubblica, è stato chiesto il parere sulla modifica delle due direttive ambientalistiche; infatti, secondo questi ultimi, non solo sarebbe necessario rafforzare le due normative, ma ci sarebbe anche bisogno di un maggior supporto economico. Sono pochi, invece, coloro che hanno messo in discussione le direttive chiedendone una revisione; il Wwf spiega che le “lamentele” provengono dal settore dell’allevamento, dai proprietari privati di aree forestali e dalla lobby della pesca industriale.

“Chiediamo a tutti di sostenerci, nei prossimi mesi, come hanno fatto i 500mila cittadini europei” afferma Danilo Selvaggi, direttore generale Lipu-BirdLife Italia che, insieme a tutte le associazioni ambientaliste europee, non toglierà il fiato sul collo della Commissione per tutto l’iter di revisione delle direttive a Bruxelles.

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