Eternit bis: il Tribunale di Torino sospende il processo a Stephen Schmidheiny

La Procura di Torino contesterà nel processo altre 94 morti per amianto killer

eternit_giustiziaTorino, 24 luglio – Inaspettata la decisione del Gup di Torino, che doveva decidere se aprire un nuovo processo contro Stephen Schmidheiny, l’imprenditore svizzero, precedentemente accusato e poi prosciolto per disastro ambientale doloso, ora accusato di omicidio intenzionale. 

Il Gup Bompieri ha accolto le richieste della difesa del magnate, che si appellano al “Ne bis in Idem”, principio per il quale non è possibile giudicare una persona due volte per lo stesso fatto. Il giudice ha rinviato gli atti alla Corte costituzionale affinché chiarisca le questioni di costituzionalità richiamate dalla difesa, decidendo per l’interruzione del processo.

Parole di speranza e non di resa quelle del sindaco di Casale Monferrato: “La strada è in salita, ma noi non demordiamo”. Ma non tutti sono speranzosi come il sindaco: infatti, uno dei cittadini di Casale, che ha perduto la moglie proprio a causa dell’amianto, ha espresso il proprio dissenso circa la decisione del Tribunale, alludendo ad una giustizia non uguale per tutti: “La legge è uguale per tutti, sì, ma per tutti i poveri. Per i signori è diverso”.

Stupore per la decisione anche tra i membri rappresentanti di AFEVA, associazione formata dai familiari delle vittime dell’amianto di Casale Monferrato, in quanto la Cassazione, nel mese di novembre, aveva chiarito che i due reati per cui era stato accusato Schmidheiny erano ben distinti.

Di parere opposto ovviamente il legale in difesa dell’imputato, Astolfo Di Amato, che ha così commentato: “Nell’ordinanza il giudice Bompieri, ha accolto il nostro argomento Ne bis in idem, secondo il quale, in base all’art. 649 del Codice penale e la Corte di Strasburgo, il nostro assistito non può essere giudicato due volte per lo stesso fatto.[…] La decisione del giudice – aggiunge – conferma che questo è il nodo del processo”.

Ma le vittime dell’amianto killer non sono soltanto 258, come nel precedente processo. E’ su questo che si punta ora. La procura di Torino ha infatti inserito altri 94 tragici casi di morti causate dalle lavorazioni in Eternit; “altri casi si sono succeduti dopo la sentenza di prescrizione. E continuano ancora oggi i decessi”. Questa la dichiarazione del pm Raffaele Guariniello, che, affiancato dal procuratore Gianfranco Colace si sta infatti preparando a contestare questi “nuovi” casi e formalizzare l’accusa qualora la Corte Costituzionale desse la possibilità di riprendere il processo.

Lascia un commento