Ubriaco contromano in Tangenziale, per la Procura di Napoli è omicidio volontario

La Procura di Napoli avanza l’accusa di duplice omicidio volontario a carico di Aniello Mormile, il dj che sabato scorso, guidando ubriaco contro mano in tangenziale, ha provocato uno spaventoso incidente in cui hanno perso la vita 2 persone tra cui la fidanzata 22enne. Oggi il dj, ricoverato all’ospedale San Paolo di Napoli, sarà interrogato dagli inquirenti

ubriaco tangenzialeNapoli, 27 luglio – Si aggrava la posizione di Aniello Mormile, 29 anni, il Dj che sabato scorso, percorrendo 5 Km contro mano sulla tangenziale di Napoli, in stato di ebrezza, ha provocato un terribile incidente all’altezza dell’uscita di Fuorigrotta in cui hanno perso la vita la fidanzata che viaggiava in auto con lui e di un uomo di 48 anni che si stava recando a lavoro. Per la Procura di Napoli non si tratta di omicidio colposo ma di omicidio volontario.

Dj Nello K, questo il nome d’arte usato da Mormile quando suona nei locali del napoletano, ha invertito il senso di marcia in Tangenziale, ha spento i fari e ha tenuto la destra trovandosi sulla corsia di sorpasso di chi gli veniva di fornte. Secondo la Procura partenopea chi agisce in questo modo sa perfettamente di poter uccidere qualcuno e sulla base di tali elementi ha configurato la gravissima ipotesi di reato di duplice omicidio volontario.

Oggi intorno alle 12.00 il giovane dj sarà interrogato dagli inquirenti presso l’ospedale San Paolo di Napoli dove attualmente è ricoverato ed è tenuto sotto stretta sorveglianza. Il ragazzo autore di questo gesto folle ha ripreso lucidità e in seguito allo spaventoso incidente ha riportato solo una frattura alla caviglia  e molti lividi mentre dagli esami alla testa e agli organi interni si evince che non ci sono lesioni gravi.

Intanto Mormile resta in silenzio e, in accordo con il suo legale, ha deciso di non parlare e di non dire nulla su quanto accaduto in quella tragica notte di sabato in cui ha perso la vita anche la giovane fidanzata Livia, una 22enne con la passione per la fotografia. Un litigio tra la coppia di fidanzati avvenuto durante la serata in un locale che si era da poco conclusa, probabilmente è il motivo alla base del gesto compiuto dal ragazzo.

Il caso è nelle mani dell’aggiunto Luigi Frunzio, le indagini sono affidate alla polizia di stato con il coordinamento del vicequestore Eugenia Sepe che opera assieme al commissario Fulvio Papa.

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