“Io sto con Trocchia”: l’appello dei colleghi del giornalista dopo le minacce della camorra

“A quel giornalista gli spacco il cranio”, la minaccia del boss. I colleghi giornalisti Ferrari, Mottola, Bonaccorsi e Tizian lanciano l’appello “io sto con Trocchia”

Nello TrocchiaDopo le minacce dello scorso giugno da parte di un boss della camorra, arriva un appello da parte dei giornalisti al prefetto di Napoli Gerarda Maria Pantalone per proteggere il giovane cronista Nello Trocchia (vai all’articolo). Nel messaggio si chiede un intervento a favore del giornalista anche dall’Ordine nazionale dei giornalisti.

Tra i firmatari dell’appello spuntano i nomi di Roberto Saviano, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona, Peter Gomez e Lirio Abbate.

La frase che nel mese di giugno ha fatto iniziare il tutto è stata “A quel giornalista gli spacco il cranio”, l’ira del boss si è scatenata dopo alcuni articoli pubblicati da Trocchia sul Fatto Quotidiano.

Secondo i colleghi, dopo le minacce ricevute, la prefettura di Napoli avrebbe dovuto attuare la procedura standard in cui il prefetto avrebbe dovuto convocare il comitato per ordine e sicurezza, organo che prende le decisioni per le misure da adottare allo scopo di proteggere una persona a rischio, ma dopo due mesi ancora nessuna comunicazione ufficiale è giunta al giornalista.

Nell’appello la richiesta è quella di “informare immediatamente il giornalista sulle valutazioni fatte dopo le minacce e di comunicargli subito quali sono le misure di sicurezza che devono essere adottate per la tutela della sua incolumità”.

Per risolvere il caso Trocchia, disposte diverse interrogazioni parlamentari che per il momento non hanno ancora ricevuto risposta.

Lascia un commento