I ladri preferiscono negozi e botteghe artigiane del Centro-Nord, incremento vertiginoso dei furti

I furti aumentano progressivamente nell’ultimo decennio raggiungendo risultati veramente sbalorditivi, a rischio maggiore le attività situate al Nord

furtiAllarme furti nei negozi e in botteghe artigiane, la percentuale è salita del 165,5% negli ultimi 10 anni. Le ultime statistiche disponibili risalgono al 2003 dove le denunce sono aumentate superando le 104.000 unità: tra estorsioni e vetrine andate in frantumi si sono verificati in media 286 reati di questo tipo al giorno; in sostanza un ogni 5 minuti anche se non bisogna escludere che nell’ultimo anno siamo in condizioni peggiori. Ad avvertire è l’Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha elaborato i dati Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza e Istat.

Nel 2004 il numero di furti riguardanti le attività commerciali/artigianali era poco più alto alle 39.300 unità mentre nel 2007 si raggiungono 107.500 unità. Negli anni 2008-2009 il numero è diminuito leggermente ma nel 2010 inizia ad aumentare raggiungendo i 104.393. Le regioni sotto tiro sono quelle del Centro-Nord: Lombardia (235,9 ogni 100 mila abitanti), Liguria(263,6), Toscana(238,2), e purtroppo Emilia Romagna è a capo di questa graduatoria con 268 furti ogni 100 mila abitanti. Anche se le rapine sono in continua crescita il Sud non è in stato di allerta come nel resto del paese. Nel 2013 in Puglia si sono riscontrati 95,1 furti ogni 100 mila abitanti, in Sicilia si sono verificati 88,3, in Campania 80,8 e in Calabria 68,9.

“L’installazione dei sistemi di videosorveglianza, delle inferriate, delle porte blindate, degli impianti di antifurto e il ricorso sempre più massiccio agli istituti di vigilanza hanno trasformato i nostri negozi in piccoli fortini – segnala Paolo Zabeo della CGIA – nonostante ciò, le statistiche ci dicono che le attività di prevenzione e di contrasto ai furti non sono sufficienti a scoraggiare i malintenzionati”.

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