Scuola, salgono le domande dei precari per l’immissione in ruolo. Molti meridionali “saranno costretti” ad emigrare

Le domande finora inoltrate sarebbero almeno 52mila

lavagnaNon solo il crollo delle nascite al Sud certificato dall’ultimo rapporto Svimez (vai all’articolo). Nei prossimi mesi, almeno 20mila meridionali saranno costretti ad emigrare per un lavoro lontano da casa. Sono i primi effetti nefasti della riforma della pubblica istruzione, meglio conosciuta come “la Buona scuola”. I docenti precari hanno provato fino all’ultimo a prendere tempo, cercando di capire meglio cosa comporta fare o meno la domanda per l’immissione in ruolo. Negli ultimi giorni però si sono dovuti arrendere, la scelta infatti è tra emigrare al Nord o uscire dal sistema scolastico nazionale. Un lusso che molti, dopo tanti anni di precariato, non possono proprio permettersi.

C’è tempo fino alle ore 14 del 14 agosto per inviare la domanda per l’immissione in ruolo. Scadenza che vale per chi deve compilare la domanda e per chi intende cambiare l’ordine delle province. Ieri hanno cliccato in 7mila – di cui mille dalla Campania – raddoppiando il ritmo che finora era stato di 3-4mila al giorno.

Il meccanismo di assunzione quest’anno è complicato. La prima fase per l’assunzione è denominata “fase Zero”. Erano disponibili 36.627 posti in base alle attuali Gae (Graduatoria ad esaurimento). 21.880 di questi posti derivavano da cessazioni di servizio – dal normale turnover – altri 14.747 da posti di sostegno. In tutto sono 130mila persone per soli 36.627 complessivamente disponibili.

La fase A, in corso in queste ore, prevede la copertura di 10.849 posti comuni e di sostegno vacanti. Sommandoli a quelli della fase Zero si arriva ad un totale di 47.476. Non è necessario fare domanda perchè l’assunzione avviene con comunicazione diretta all’interessato. Considerata la disomogenea distribuzione dei posti disponibili, per gli insegnanti del Sud, il rischio di doversi trasferire al Nord è molto alto.

La fase B prevede la copertura di posti di organico di diritto rimasti vacanti e disponibili dopo la fase A. C’è stata la promessa di una pubblicazione ufficiale per conoscere i posti residui ma al momento l’unica cosa che si può fare è spulciare i siti degli Uffici Scolastici.

I posti della fase C – fase di potenziamento – sono distribuiti nella penisola in modo più omogeneo. Anzi, ne sono un po’ più al Sud, per tenere conto del maggior rischio di dispersione scolastica. Quei posti non basteranno. In Campania, probabilmente si chiuderà la settimana con circa 12mila domande. Vuol dire che almeno 5mila campani correranno il rischio di dover andare a lavorare fuori regione.

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