Caro Direttore, su Facebook ho letto una vergognosa campagna antimeridionale: “Bruciali tutti Vesuvio!”

Devo fare una denuncia e la faccio pubblica perchè tutti devono sapere della vergognosa campagna antimeridionale che si fa su alcuni famosi social-network come facebook. Su facebook casualmente cercando qualche link da pubblicare del temuto e amato Vesuvio ho notato spiacevolmente un link che esortava il Vulcano ad eruttare in tutta la sua potenza, distruggendo e bruciando tutti i napoletani.

Posso dire e dichiarare dopo varie constatazioni che si fa vero razzismo verso i meridionali e dopotutto ho anche potuto constatare che chi scrive queste cose ignobili era figlo di meridionali emigrati al Nord, voglio dirlo che, una parte dell’Italia è razzista e che l’altra si sente pari alla denigrazione degli abitudinari protagonisti di queste affermazioni infamanti. Essendo soprattutto figlio della mia Nazione e non solo del Sud, ho una grande rabbia che mi spinge e mi esorta a scrivere le stesse arroganti e ignobili parole che hanno scritto i miei fratelli, ma non posso abbassarmi a questo e non devo, perché le vesti che ho in questo momento sono le sacre vesti dello scrittore e ho il dovere verso il lettore interessato di essere il più chiaro e il più esaustivo possibile.

Un link diffamante in cui ci sono diversi commenti offensivi verso le popolazioni meridionali , nominate in tutte le maniere fra le più spregevoli. Io stesso ho potuto constatare le assurde illazioni fatte contro i napoletani innalzando un grande polverone di polemiche dai visitatori del link i quali si dividono a favore e non di Napoli. Quando sento tutte queste voci, devo per forza ricordare le origini della questione Meridionale, devo per forza ritornare indietro sulle ali della storia fino alla nascita dell’Italia. Il Regno delle due Sicilie era lo stato più vasto della penisola il più ricco e il più avanzato tecnologicamente . Napoli era la città più popolosa d’Italia terza in Europa , quinta nel mondo, Napoli è stata la prima città nel mondo a portare l’acqua corrente direttamente nelle abitazioni, la prima città ad avere una ferrovia era stato sconfitto il latifondismo e la manus longa della chiesa Il Regno delle due Sicilie aveva dei primati da fare invidia alle più potenti nazioni mondiali come per esempio l’Inghilterra che, impaurita dal continuo espanderesi dei mercantili napoletani nel Mediterraneo, si alleò con i Savoia, ma prima dei piemontesi, una regione arroccata tra le alpi alle estremità di un Italia inesistente, tutto il Sud fioriva.

Da Palermo partivano i primi piroscafi italiani verso le americhe a vapore ed a elica, la lingua di stato era il napoletano ed anche i re parlavano questa lingua, ne è testimonianza Il Gattopardo di Tomasi Di Lampedusa. Quando sento Giorgio Bocca dire che al Sud non c’era cultura e non c’è, strabuzzo gli occhi chiedendomi, ma come è possibile che un insigne scrittore possa dire codeste cose. Si vuole rapinare ancora il sud più di quello che fece il Re piemontese quando scappò a Torino con la cassa dei Borbone. Così Re Francesco rimase senza nulla, morì in umiltà in un paese del Trentino. Un Re umiliato, un vero Re che ha dato i suoi averi per aiutare i napoletani dall’eruzione del Vesuvio rispetto al quale certa gente del nord si permette di scrivere “erutta Vesuvio bruciali tutti!” Chiedo che la mia denuncia sia ascoltata e compresa non come un colpo verso il Nord perché apparteniamo tutti alla stessa terra, ma come un atto di sensibilizzazione verso le nostre terre piene di cultura e di coste incantate. Questo comportamento che ha caratterizzato l’Italia con la nascita della Lega e di gruppi antimeridionali mi conferma che non esiste un solo italiano, ma tanti italiani con culture, lingue e tradizioni diverse. Nonostante questo penso che non sono bastati 150 anni di Unità d’Italia per dire che gli italiani son fatti male.

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