Porti turistici in vendita. In Campania, all’asta quello di Capri e il Marina d’Arechi

L’operazione è di Invitalia, società controllata dal ministero dell’Economia

porto turistico CapriSi è fatto un gran parlare in questi giorni della dismissione di 14 aereoporti regionali da parte del governo di Atene. Infrastrutture che saranno gestite dalla tedesca Fraport per 40 anni. Più in sordina stanno passando le privatizzazioni italiane di cinque marine turistiche, due delle quali sono in Campania: Capri e Marina d’Arechi. Della dismissione si occuperà Invitalia, una società controllata del ministero dell’Economia. Per intenderci, la stessa società che dopo il commissariamento governativo, sarà il soggetto attuatore della bonifica di Bagnoli.

Gli altri porti in vendita sono quelli di Portisco in Costa Smeralda, il porto delle Grazie a Rocella Jonica e l’area porto Lido a Trieste. Si tratta di un patrimonio pubblico di almeno 50 milioni di euro e di 2.500 posti barca. Infrastrutture, che avrebbero dovuto essere valorizzate dieci anni fa con la nascita di “Italia Navigando”, una società controllata dalla stessa Invitalia. Lo scopo era quello di sviluppare un maxipolo nautico dal sud al nord del Paese. Soprattutto al Sud. Ma questo non è  mai accaduto. Da qui la scelta di vendere i porti, motivata dall’obbligo di rispettare la norma che impone la dismissione delle partecipazioni societarie da parte degli enti pubblici. Delibera stringente per i Comuni con meno di 30mila abitanti, come Roccella Jonica.

Intanto, c’è chi dice no. Come raccontato dal Corriere della Sera, il Comune di Capri non vuole come soci i privati ed essendo già proprietario del 51% dell’infrastruttura, ambisce ad acquistarne il restante 49%. Per ora ancora in capo ad Invitalia.

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