Caporalato: controlli a tappeto delle campagne del Casertano

L’operazione congiunta di Polizia, Carabinieri, Finanza ed Ispettorato del lavoro ha interessato aziende agricole di diversi comuni in provincia di Caserta mettendo in luce una preoccupante situazione di sfruttamento degli immigrati

immigrati.sfruttamentoCaserta, 22 agosto – Hanno setacciato 12 aziende agricole e controllato 88 operai di diversa nazionalità gli agenti delle forze dell’ordine di Caserta nel corso di una operazione congiunta, disposta con Ordinanza del Questore di Caserta Francesco Messina, che ha messo insieme Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale unitamente al personale dell’Ispettorato del Lavoro.

Lo scopo dell’imponente operazione è di sgominare il caporalato e lo sfruttamento di lavoratori immigrati, così come definito in sede di comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduta dal Prefetto. Diversi i comuni del casertano interessati al controllo, un vasto territorio agricolo che utilizza manodopera per lo più straniera, sottopagata e sfruttata. La necessità di sopravvivere dei ragazzi immigrati, tanti i clandestini, li mette inevitabilmente nelle mani di individui senza scrupoli, che si adoperano come intermediari del lavoro nero e di sfruttamento nei campi, reclutando giovani stranieri disposti ad accettare di lavorare anche per pochi spiccioli.

Risuonano come monito ancora più imponenti, in considerazione di quanto sia radicato lo sfruttamento sul lavoro, le parole di Papa Francesco che appena pochi giorni fa nel corso dell’udienza generale in Vaticano, ha affermato che il lavoro – “quando è in ostaggio della logica del solo profitto e disprezza gli affetti della vita, l’avvilimento dell’anima contamina tutto e la vita civile si corrompe”.

Tante le situazioni di sfruttamento che l’operazione è riuscita a mettere in luce, come a Villa Literno in un podere destinato alla coltivazione di ortaggi e pesche, in cui sono stati trovati a lavorare più di una quarantina di bulgari e rumeni. Al titolare sono state elevate sanzioni amministrative per un totale di 70mila euro.  Individuati in altre aziende anche italiani che lavoravano completamente a nero.

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