Lo Stato islamico torna a minacciare l’Italia e lo fa su Twitter: “La Libia è la porta per Roma”

Le immagini diffuse su Twitter mostrano Roma in fiamme e la bandiera dell’Is con il logo della “Provincia di Libia”. Lo scopo è diffondere la paura e reclutare nuovi soldati. A Sirte in Libia l’Is intanto ha già imposto la legge della Sharia

Is (1)L’is minaccia ancora una volta il nostro Paese con una campagna terroristica che si diffonde sulla rete. Nel mirino dei jihadisti dello Stato Islamico c’è Roma. “La porta per Roma” è la Libia per l’Is che parla attraverso internet diffondendo messaggi minacciosi grazie ai social. Ed ora lo fa tramite Twitter, con immagini che non lasciano spazio a all’immaginazione. L’intento è di mettere la nostra capitale a ferro e fuoco in nome di Allha.

Messaggi di puro odio si stanno diffondendo su Twitter con l’hashtag in arabo “#lastradaversolaportadiroma-‘libia’” con cui l’ Is cerca di guadagnare consensi e reclutare nuovi soldati. In un messaggio di cui non è possibile in effetti verificarne l’autenticità, l’Is invita apertamente ad unirsi alla lotta in Libia. Si legge: – “Oh soldati del Califfato, ovunque siate, la guerra in Libia sarà tra apostasia e fede – e ancora – Non ci deludete, tutte le vie sono aperte dal deserto al mare”.

Le immagini che accompagnano i messaggi lanciati su Twitter mostrano una ricostruzione di una antica città romana, associate a una mappa della Libia e ancora una foto simbolo del presunto potere del Califfato,  un uomo armato e a volto coperto.

Osservando ancora altre immagini diffuse su Twitter, la sensazione è che l’Is voglia fare di Roma una provincia della Libia, sottomettendola al potere dello Stato Islamico. Si tratta di una dichiarazione di guerra, che mira all’occupazione dell’occidente partendo proprio da Roma. Inquietanti sono le immagini in cui si vede Roma in fiamme sotto lo schiaffo dell’uomo dell’Is armato e incappucciato e al fianco la bandiera nera del Califfato con il logo della ‘Wilayat di Libia’, cioè la ‘Provincia di Libia’.

Dalla Libia intanto si apprende che a Sirte, caduta nelle mani del Califfato, i jihadisti dell’Isis presenti hanno dato vita ad un proprio “emirato” applicando la legge della Sharia. Una Corte islamica ha sostituito i Tribunali civili con rigide e nuove regole che sono state imposte ai cittadini. A diffondere la notizia è un sito di informazione locale che attraverso testimoni  hanno spiegato come i jihadisti abbiano imposto classi separate per uomini e donne in scuole e università, e schedato i commercianti in un apposito registro imponendo nuovi e precisi obblighi e tasse.

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