Jobs Act, è gioco di numeri

Il Ministero del Lavoro corregge i numeri del report sui nuovi assunti. Errore grossolano, i nuovi contratti sono la metà rispetto a quanto diffuso in una prima nota. Rimandato ancora l’approvazione dei 4 provvedimenti del Jobs Act

Giuliano PolettiÈ proprio il caso di dire che il Governo sul Jobs Act sta dando i numeri. Il Ministero del lavoro corregge il tiro ammettendo di aver  fatto un errore di calcolo sul numero dei contratti e i dati comunicati martedì scorso erano appunti inesatti. È lo stesso ministro Giuliano Poletti a rettificare i numeri durante il Meeting di Rimini di ieri fornendo la nuova tabella sui primi sette mesi del 2015 – il numero reale dei contratti è dimezzato rispetto a quanto comunicato erroneamente – che in ogni caso sembra dare ragione al Governo per l’efficacia del Jobs Act nel trasformare i contratti di lavoro a termine in contratti a tempo indeterminato.

Il ministro si giustifica affermando che – “Purtroppo, un errore nei calcoli relativi alle diverse componenti ha prodotto valori non esatti”. Il ministro ribadisce in ogni caso che il Jobs Act sta portando i suoi frutti proprio per il principio che il Governo ha sempre ribadito ovvero che “il costo del lavoro stabile deve essere più basso delle altre tipologie contrattuali”.

I contratti registrati a tempo indeterminato nei primi sette mesi del 2015 al netto delle cessazioni di contratto, sono quindi 327.758 e non 630.585. Paragonando il dato a quelli del 2014 in cui si registrarono solo 12.875 contratti, è in ogni caso un dato positivo.

Resta però la perplessità con cui il Governo abbia commesso una simile leggerezza comunicando una tabella inesatta e in tanti a questo punto si chiedono se i dati rettificati siano effettivamente reali.

Il ministro Poletti ha inoltre precisato che in rapporto all’anno 2014 – “nella tabella corretta l’incremento delle attivazioni dei contratti a tempo indeterminato è del 39,3% anziché del 30,5%”. Nei primi sette mesi di questo anno risultano attivati più di un milione di contratti a tempo indeterminato, precisamente 1.074.740, da gennaio a luglio del 2014 furono attivati invece 771.486 contratti.

Poletti evidenzia anche un altro fattore significativo: – “stanno aumentando in maniera importante i contratti a tempo indeterminato e crollano le collaborazioni” che in confronto al 2014 hanno avuto un calo del 22%, questo proprio perché si preferiscono i contratti a tempo indeterminato, portando quindi ad avere un saldo positivo fra i nuovi contratti registrati e quelli cessati con 1.136.172 contratti attivati in più nei primi sette mesi del 2015.

Intanto è stato rimandato ancora l’approvazione dei 4 provvedimenti del Jobs Act, tra cui compare anche quello sui controlli a distanza dei dipendenti. Il ministro Poletti rassicura che dovrebbero arrivare in Consiglio dei ministri “la prossima settimana” e che il motivo del rinvio non è dipeso da “alcun problema di merito, c’erano troppi provvedimenti all’ordine del giorno ed altri temi con scadenze più stringenti”.

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