Varcaturo: notte di violenza tra migranti al centro di accoglienza “Di Francia”

Nella struttura sono ammassate in saloni e corridoi circa 300 persone di sei nazionalità diverse. A causa di problemi di convivenza, la scorsa notte c’è stata una rissa che ha visto coinvolte circa 200 persone. Il sindaco di Giugliano ha chiesto aiuto alla prefettura, attraverso “controlli delle cooperative che gestiscono l’accoglienza”

Ristorante Di FranciaVarcaturo, 31 agosto – Era un bella struttura il ristorante Di Francia, un posto dove fino a pochi mesi fa andavano i neo sposi per festeggiare il giorno più bello della loro vita. “Il tuo sogno… è realtà”, si legge sulla facciata del “Wedding park” di Varcaturo. Frase che oggi suona come una beffa, sia per i 300 migranti ammassati nei saloni e nei corridoi della struttura e sia per la comunità locale, costretta a vivere in un clima di insicurezza generale.

Così, a causa della situazione in cui sono stati lasciati, i migranti dalle proteste esterne per far valere le proprie ragioni sono passati alle risse interne. È accaduto la scorsa notte, quando 200 persone se le sono date di santa ragione. Il motivo? Come dichiarato da chi ha assistito alla scena, non risiederebbe nell’etnia diversa ma in “piccoli affari e questioni personali”. Il bilancio della notte di violenza è di sette persone finite all’ospedale, nove denunciati a piede libero e due arrestati.

Il problema è la convivenza: la struttura non è adatta ad ospitare queste persone. Non ci sono stanze ma solo enormi saloni dormitorio. A questo si sommano altri problemi: mancano vestiti, medicine e la situazione igienica è pessima.

Il sindaco di Giugliano Antonio Poziello ha scritto su Facebook: “Comprendo le ragioni dei migranti e la situazione ma vorrei che a nessuno sfuggissero neanche le difficoltà che le comunità locali vivono quando l’accoglienza viene declinata nella maniera maldestra cui assistiamo ad esempio al Di Francia”. Poziello ha chiesto, inoltre, aiuto alla prefettura: “Credo che debba verificare cosa accade sul nostro territorio, effettuando controlli sulle cooperative che gestiscono l’accoglienza”.

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