Presi gli assassini di Anatolij. Tentò di sventare una rapina al supermercato

Secondo quanto si è appreso, si tratta di Marco Di Lorenzo e Gianluca Ianuale, fratellastri e figli del boss Ianuale

Anatolij KorovSono stati fermati i responsabili dell’omicidio di Anatolij Korov, 38enne di origini ucraine, che sabato scorso perse la vita a Castello di Cisterna per aver tentato di sventare una rapina mentre era a fare la spesa in compagnia della figlioletta di quasi due anni (vai all’articolo).

I killer, sono stati fermati questa notte dai Carabinieri di Castello di Cisterna mentre erano in Calabria. Secondo quanto si è appreso, si tratta di Marco Di Lorenzo e Gianluca Ianuale, fratellastri e figli del boss Ianuale. L’avvocato dei fermati ha spiegato che i suoi assistiti hanno confessato tutto, fornendo anche gli elementi per recuperare la pistola usata per l’omicidio. Sarebbe stato il più giovane, Gianluca, a uccidere materialmente Anatolij con due colpi di pistola. L’altro, Marco, avrebbe ingaggiato una colluttazione con l’ucraino.

Stando al racconto dei fermati, pare che Marco sia entrato nel supermercato armato ma sia stato bloccato dalla presa di Anatolij. A quel punto è intervenuto Gianluca che ha cercato di fermare l’ucraino prendendo il primo oggetto che gli è capitato a tiro: una penna. Non essendo riuscito a fermarlo ed essendosi la penna spezzata – ha raccontato Gianluca – per liberare il fratello dalla morsa del coraggioso Anatolij ha afferrato la pistola dei duellanti e l’ha puntata contro l’ucraino sparando due colpi. Uno dei due colpi è stato fatale.

Ha ringraziato i carabinieri Nadiya, la moglie di Anatolij. La famiglia attualmente si trova in Ucraina ed è alle prese con le procedure per l’organizzazione del funerale.

“Adesso mi sento davvero bene. Sono stati giorni di fibrillazione”. Queste le prime parole del procuratore Mancuso, che ha spiegato come quello raggiunto dalla compagnia di Castello di Cisterna sia un risultato non facile. “La rapina – ha sottolineato il procuratore – è avvenuta con modalità quasi professionali. Il lavoro è stato paziente e certosino ed abbiamo lavorato sui particolari”.

Il Generale dei carabinieri De Vita, ha affermato: “Anatolji ha dimostrato un gesto di cittadinanza eccezionale ed è giusto ricordare lui e la famiglia per il senso di cittadinanza e per la dignità. Avevamo il dovere dare una risposta a questa famiglia proprio con la cattura dei responsabili di questo delitto. L’arma dei Carabinieri ha svolto questa indagine in maniera corale ed abbiamo dato una risposta positiva che certamente non farà rivivere il ‘cittadino’ Anatolji, ma che dimostra che siamo pronti a reagire. Lo stato – ha aggiunto il generale – c’è anche in questi territori e ha dato una risposta rapida in una sola settimana”.

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