Il Vaticano apre le porte ai migranti. L’appello di Papa Francesco: “Ogni parrocchia ospiti una famiglia di profughi”

Le due parrocchie de parrocchie del Vaticano ospiteranno due famiglie di immigrati. A tre mesi dal Giubileo della misericordia, Papa Francesco guida la chiesa verso gesti di solidarietà concreti in nome del Vangelo

papa.stranieri (1)Papa Francesco da piazza San Pietro invoca l’aiuto di tutta la comunità cattolica per gli immigrati, lanciando l’appello affinché ogni parrocchia, ogni monastero, ogni santuario d’Europa accolga almeno una famiglia di profughi. Sarà la stessa Santa Sede a dare il buon esempio aprendo le porte a chi giunge nel nostro Paese in fuga dalla guerra in cerca di una nuova casa dove poter ricostruire il proprio futuro. – “Anche le due parrocchie del Vaticano accoglieranno in questi giorni due famiglie di profughi”.

– “Ogni parrocchia, ogni comunità religiosa, ogni monastero, ogni santuario d’Europa, ospiti una famiglia, incominciando dalla mia diocesi di Roma”. Sono queste le parole che il Santo Padre ha pronunciato affacciato alla finestra del Vaticano al termine del consueto Angelus domenicale.

Non è solo un invito quello del Papa, ma una precisa disposizione di aprirsi all’accoglienza rivolto al suo clero europeo a tre mesi dal prossimo Giubileo dedicato alla misericordia. Papa Francesco rivolge il suo appello a tutta la chiesa chiedendo “in prossimità del Giubileo della misericordia” di “esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi: un gesto concreto in preparazione all’Anno Santo”.

Dell’emergenza profughi non ci si può solo riempire la bocca chiedendo agli altri di occuparsene, scaricando altrove le responsabilità aspettando che siano solo i Governi europei a gestire la situazione, così Francesco prende una chiara posizione, mettendosi in gioco personalmente, aprendo letteralmente le porte della Chiesa a cominciare da quella di Pietro in Vaticano e rivolgendosi direttamente ai suoi Vescovi, chiede espressamente che facciano lo stesso. – “Ai miei fratelli vescovi d’Europa, veri pastori, perché nelle loro diocesi sostengano questo mio appello”.

“Misericordia è il secondo nome dell’Amore” che viene riconosciuta attraverso le nostre opere ribadisce il Papa che dinanzi alla tragedia dei profughi ricorda nel suo discorso le parole del Vangelo: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Un atto di solidarietà concreta per le famiglie di profughi in fuga dalla miseria della propria terra, è questo il grande gesto di amore che chiede con forte determinazione il Vescovo di Roma dinanzi ai fedeli che gremivano entusiasti Piazza San Pietro ieri, prima domenica di settembre.

Ricordando le tre suore uccise nel 1936 in Spagna durante la guerra civile e proclamate martiri della fede, il Papa rivolge inoltre un pensiero per i tanti uomini martirizzati in nome di Cristo nel Mondo: – “L’eroica testimonianza delle tre religiose dia forza e speranza a quanti anche oggi sono perseguitati a causa della loro fede cristiana”.

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