Pillole di calcio. La festa e le sensazioni del giorno dopo.

TRIONFO. “Sono andato a dormire domenica sera, ma non mi sono ancora svegliato. Solo dopo la Coppa Intercontinentale avevo visto tanta gente all’aeroporto ad aspettarci. Realizzeremo quello che abbiamo fatto solo giorno dopo giorno. L’esplosione di felicità della gente è un motivo di grande soddisfazione” (Alessandro Del Piero).

TRIONFO-2. “Sono molto contento per questo scudetto che secondo me è al 50%-60% merito di Antonio Conte. Ma vivo il momento con equilibrio. La mia felicità è interiore, l’orgoglio non lo esibisci urlando. E adesso attendiamo la finale di Coppa Italia per aiutare Alessandro Del Piero a chiudere con un’apoteosi” (Gigi Buffon).

VITTORIA. “La vittoria ha i caratteri dell’eccezionalità non solo per i risultati,ma per il modo con cui è stata ottenuta: la vittoria rimane negli almanacchi mentre la varietà dello spettacolo e la sua belleza sono emozioni che rimangono nella mente per sempre” (Arrigo Sacchi).

IMITAZIONE. “Per il bene che voglio al calcio italiano ringrazio la Juventus per la porta che ha aperto per un ampliamento e miglioramento della nostra coscienza calcistica. Il progetto è iniziato con la costruzione dello stadio per continuare con l’assunzione di un dirigente illuminato come Marotta e poi proseguire con l’ingaggio di un allenatore come Conte” (Arrigo Sacchi).

QUALITA’. “I bianconeri nella loro idea di gioco volevano essere sempre padroni del campo e del gioco e ciò ha permesso a tutti di crescere ed ampliare le proprie qualità e sicurezze. Pirlo ha giocato a livelli mondiali, Bonucci è apparso un giocatore diverso da quello che tutti si ricordavano e così un pò tutti quanti” (Arrigo Sacchi).

SENSAZIONI. “La squadra non ha mai perso e dopo un pò mi sono detto: vuoi vedere che questa è la volta buona? Dopo il pareggio contro il Lecce non ho avuto molta paura…La squadra era unita, motivata e con molta fame. Ma nel calcio fino al fischio finale non si può mai dire” (Giampiero Boniperti).

BILANCIO. “Tutti i giocatori sono stati una rivelazione. Tranne qualcuno dalle penne grigie sono tutti ragazzi che hanno avuto tanta fame di vittorie, ma non sapevano come fare” (Giampiero Boniperti).

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