Camorra: blitz della Dia porta in carcere 44 affiliati del clan Russo

Poste sotto sequestro 5 aziende con 3.200 slot machine tra Campania, Lazio e Toscana

Dia NapoliNapoli, 15 settembre – Quarantaquattro ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta sulla fazione del clan dei Casalesi che fa capo alla famiglia Russo. Secondo le indagini, condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, la famiglia Russo si sarebbe posta alla testa dell’organizzazione criminale dopo i tanti arresti ai danni della cosca dei Casalesi. I Russo sono fortemente attivi nella gestione delle estorsioni e del controllo degli appalti nel Casertano, e nel monopolio di slot machine e videopoker, grazie a prestanome incensurati, in bar delle provincia di Caserta e quella della provincia di Napoli.

Oltre alle manette, stamane sono scattati i sequestri. Cinque le aziende sotto i riflettori della magistratura, tutte operanti nel settore delle slot machine e dei videopoker. 3.200 le slot sequestrate in Campania, Lazio e Toscana per un valore stimato in 20 milioni di euro. Le accuse mosse nei confronti degli esponenti del clan Russo vanno dall’associazione camorristica, al trasferimento fraudolento di valori, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza e riciclaggio, con finalità mafiosa.

L’indagine riguarda le attività del gruppo Schiavone-Russo, comandato da Francesco Schiavone, detto Sandokan, e da Giuseppe Russo, ‘o Padrino, entrambi detenuti. Secondo le intercettazioni e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, Corrado e Raffaele Nicola Russo avrebbero assunto la reggenza del clan dei Casalesi, dopo gli arresti di numerosi esponenti di spicco della famiglia Russo. Ad essi sarebbe stato affidato in particolare il compito di riorganizzare le fila del clan dal “punto di vista militare”.

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