“N’gnazoù”, la mattanza siciliana al lago Miseno per il Festival dei Vulcani

Questa sera lo spettacolo sarà allestito su una piattaforma al centro del Lago Miseno

lago misenoLa storia tra mito e realtà dei tonnatori di Vincenzo Pirrotta approda ad Efestoval, il Festival dei Vulcani di Mimmo Borrelli, che questa sera (20.30) prosegue gli appuntamenti con il teatro portando il mare siciliano ad incontrare il Lago Miseno per raccontare “N’gnanzou”, lo spettacolo nato da una ricerca che lo stesso  Pirrotta ha svolto tra i ‘raisi’ di Favignana e di Trapani. Lo spettacolo, accompagnato dalle musiche dal vivo di Mario Spolidoro, avrà come scenografia uno dei luoghi più suggestivi e straordinari dei Campi Flegrei e sarà allestito su una piattaforma al centro del Lago Miseno, lacuna salmastra centro geografico simbolico di Bacoli, con il pubblico ad assistere sulle barche e sul bar galleggiante “Roof & sky”.

È la storia di un “Raisi”, (il capopesca della tonnara) che narra la sua vita al “muciariotu” (il tonnaroto che governa la “muciara”, ovvero l’imbarcazione del “raisi”, durante la preparazione della “mattanza”), mentre aspettano il passaggio dei tonni che dall’oceano entrano nel mediterraneo per la stagione degli amori e per deporre le uova.

E in quest’attesa, scandita dal faticoso lavoro – dalla preparazione delle camere, al tiro del “vasceddu di livanti”, dalla preparazione della “cammira di la morti”, all’isata du coppu” – che, come in un particolarissimo rosario, si sgranano i racconti, le paure, le gioie, la comicità prorompente, le storie del mare e dei suoi “sacerdoti” lavoranti che si proclamano figli stessi di questo padre immenso, inquietante, affascinante. Nel finale arrivano i tonni, non c’è più tempo per raccontare bisogna prendere l’arpione, alzare la camera della morte, comincia la mattanza.

“N’gnanzoù”, parola onomatopeica che in realtà è il suono prodotto dai pescatori siciliani nel momento del ritiro delle reti, diventa l’occasione di raccontare storie, vicende e personaggi di una comunità di  pescatori.

“N’gnanzoù”, è il quarto spettacolo del Festival dei Vulcani che proseguirà fino al 26 settembre. Efestoval – Festival dei Vulcani è stato ideato nell’ambito del progetto Flamma Ventus: Giovani indigeni di una terra ardente presentato dalle tre associazioni Marina Commedia, IoCiSto e Luna Rossa, espressione di quel terzo settore attivo sul territorio che rappresenta il motore ed il nucleo centrale per promuovere processi di sviluppo e coesione sociale. Il progetto è finanziato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è uno di quelli scelti tra le tante proposte pervenute in risposta all’Avviso pubblico “Giovani del no-profit per lo sviluppo del Mezzogiorno” e d è patrocinato dal Comune di Napoli e dal Comune di Bacoli.

Tutta l’organizzazione è affidata al lavoro di circa 50 giovani under 35 coinvolti, sin dallo scorso gennaio, nei diversi laboratori e nelle attività di accoglienza, biglietteria, marketing e management di eventi culturali.

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