Tangenziale di Napoli, de Magistris: “Quel pedaggio è un’anomalia”

Il sindaco fa richiesta al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per accedere agli atti e ai documenti della convenzione tra la società Tangenziale di Napoli S.p.A e l’Anas

tangenziale.di.NapoliNapoli, 24 settembre – Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, ai sensi della legge sulla trasparenza ha presentato richiesta al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per accedere agli atti e ai documenti della convenzione tra la società Tangenziale di Napoli S.p.A – di cui è presidente Paolo Cirino Pomicino – e Anas.

Nella nota indirizzata al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e alla Struttura di vigilanza sulle concessioni autostradali, de Magistris scrive: “Gli utenti corrispondono un pedaggio che ammonta a 0,95 euro senza che sia previsto alcuno sconto tariffario per i cittadini napoletani che transitano abitualmente su tale tratto autostradale, percorrendo, talora, distanze insignificanti. È evidente – continua il sindaco – l’anomalia dell’esercizio di un tratto autostradale sostanzialmente utilizzato, dai più, alla stregua di una tratta urbana, ma sottoposto ciononostante ad un pedaggio, che ha subito molteplici ed onerosi incrementi nel tempo, sino all’ultimo aumento del 2014”.

Il primo cittadino aveva parlato di un pedaggio ingiusto poco più di due mesi fa, quando durante una riunione per la votazione di una delibera in Consiglio comunale su un progetto di Tangenziale di Napoli S.p.A, aveva affermato “i napoletani sono stanchi di pagare tributi ad altri per strade e infrastrutture che si trovano in città”. Il tributo, inizialmente previsto da una convenzione stipulata negli anni ’70 tra Anas e la società di gestione Infrasud S.p.A (ora Tangenziale di Napoli S.p.A) sarebbe dovuto durare 33 anni allo scopo di far fronte agli investimenti di costruzione. Se non che scaduta nel 2001, la convenzione è stata prorogata nel 2008 con l’impegno da parte dell’azienda alla realizzazione di una serie di opere che giustificassero il prolungamento del pedaggio, ormai in vigore da 43 anni.

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