Capri: usavano esplosivo per raccogliere datteri di mare dagli scogli

Un subacqueo intento a pescare datteri di mare è stato sorpreso dagli uomini della Capitaneria di Porto e dai Carabinieri nei pressi della Grotta Bianca; individuata anche la barca di appoggio, sulla quale si trovavano altre due persone. Per loro foglio di via obbligatorio da Capri per tre anni

datteri-di-mareCapri, 26 settembre – 30 kg di datteri di mare sono stati sequestrati insieme all’intera attrezzatura utilizzata per la pesca abusiva e tre pescatori denunciati, originari di Castellammare di Stabia, per i quali è stata avviata la procedura di espulsione dall’isola con foglio di via obbligatorio della durata di tre anni.

In azione sono entrati gli equipaggi della motovedetta CP858 e del battello GCB70, coordinati dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Capri e guidati dal tenente di vascello Dario Gerardi che, nell’ambito dell’attività di pattugliamento a tutela delle risorse ittiche e dell’ambiente marino, hanno individuato un subacqueo intento a catturare datteri di mare in località Punta della Chiavica dell’isola di Capri, nei pressi della Grotta Bianca. L’intervento tempestivo ha consentito di bloccare immediatamente l’attività fraudolenta e di individuare, nelle immediate vicinanze, la barca di appoggio dove si trovavano le altre due persone.

I tre: V.C., di 42 anni, V.C., di 38, V.V., di 35 anni già con precedenti penali, sono stati denunciati in stato di libertà e per loro i Carabinieri hanno avviato il procedimento di allontanamento con foglio di via obbligatorio da Capri per tre anni.

I datteri di mare sono molluschi bivalvi (o lamellibranchi) commestibili. La loro prelibatezza li ha resi un prodotto della pesca molto ambito ed apprezzato, ma anche protetto in parecchie zone del pianeta. In Italia e in altri Paesi, il dattero di mare è infatti considerato una specie protetta. La scarsa densità di popolazione, dovuta all’estrema lentezza con la quale si accrescono, e la necessità di deturpare il litorale costiero per estrarli, hanno fatto dei datteri di mare uno dei lamellibranchi più soggetti a tutela ambientale dell’intera categoria. L’Italia, ancor prima dell’Unione Europea, ne vietò la pesca con un decreto ministeriale del 1998 mentre negli altri paesi d’Europa fu necessario attendere il 2006 (Art. 8 Regolamento CE 1967/2006).

Dei datteri di mare, oltre alla pesca, in Italia ed in Europa ne è totalmente abolito il commercio (Art. 8 Regolamento CE 1967/2006 con proroga al 30 settembre 2007). Le motivazioni sono chiare; come citato anche nelle norme vigenti, il prelievo dei datteri di mare (che prevede l’utilizzo di martelli pneumatici o, nel piccolo, di scalpelli manuali) comporta il danneggiamento irreversibile delle coste di natura calcarea e può compromettere seriamente la sopravvivenza della Specie.

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