Terra dei fuochi, scoperti 22 pozzi contaminati nel Casertano

Ventidue pozzi contaminati da composti organici clorurati sono stati sequestrati dai carabinieri a Marcianise in terreni vicini allo stabilimento Nokia Solution and Network. Per la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ipotizza i reati di corruzione o contraffazione di acque o di sostanze destinate all’alimentazione, “l’attività dello stabilimento è almeno una delle fonti di tale contaminazione”

pozzi.sequestroNapoli, 2 ottobre – Sigilli a 22 pozzi in un terreno vicino all’ex stabilimento della Nokia Solution and Network s.p.a. in via fratelli Kennedy. Il provvedimento è scaturito da relazioni tecniche del dipartimento di Caserta dell’Arpac (l’azienda campana per l’ambiente), effettuate nel secondo semestre del 2014, che segnalavano l’esistenza di fenomeni di contaminazione da composti organi clorurati nelle acque sotterranee della zona Airola nel Comune di Marcianise, in prossimità dello stabilimento. Il sequestro preventivo è stato eseguito dai carabinieri di Marcianise. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano.

Dalle analisi è così emersa la presenza nelle acque sotterranee di “solventi organici aromatici” e “idrocarburi clorurati” in valori di molto superiori alla “concentrazione soglia di contaminazione”. In particolare sono emerse tracce evidenti di tetracloroetilene nell’ordine di centinaia di microgrammi al litro (tra i 200 e i 300), mentre il limite consentito è di 10 microgrammi al litro per le rete di distribuzione e di 1 microgrammo al litro per le acque sotterranee; una presenza, fanno notare gli inquirenti, necessariamente riconducibile ad attività di origine umana, e in particolare all’attività dello stabilimento di telecomunicazioni, che per la Procura sarebbe una delle cause di contaminazione, sebbene le indagini proseguano per accertare l’eventuale presenza anche di altri fonti di inquinamento.

Il tetracloroetilene è un prodotto di sintesi, usato nell’industria come solvente o sgrassatore, con accertati effetti tossici per l’uomo, responsabile di tumori ai reni, al fegato, all’utero, alla pelle e al cervello a seguito di esposizione cronica. L’indagine è legata a una ipotesi di reato di corruzione o contraffazione di acque o di sostanze destinate all’alimentazione.

Fino ad un anno fa il sito era occupato dalla Jabil, che si è poi trasferita a non molta distanza. I pozzi sequestrati costituiscono l’unica fonte di approvvigionamento idrico per numerose abitazioni prive di allacciamento alla rete pubblica, spesso abusive; la falda inoltre copre una distanza di circa 15 km attraversando numerosi comuni del casertano, da Gricignano d’Aversa a Castel Volturno.

QUESTI TUTTI I PARTICOLARI EMERSI DALL’OPERAZIONE E LE IPOTESI DI REATI DELLA PROCURA:

In data odierna, i Carabinieri dell’aliquota operativa di Marcianise hanno in corso l’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dall’ufficio GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, avente ad oggetto n.22 pozzi siti nelle particelle di terreno limitrofe all’ex stabilimento della Nokia Solution and Network s.p.a., ubicato in Marcianise alla via Fratelli Kennedy. Il provvedimento è scaturito dalla trasmissione a quest’Ufficio di alcune relazioni tecniche di Arpac, dipartimento di Caserta, effettuate nel secondo semestre del 2014 che segnalavano l’esistenza di fenomeni di contaminazione prodotti da composti organi clorurati nelle acque sotterranee nella zona Airola del comune di Marcianise, in prossimità dello stabilimento Nokia Networks and Solutions s.p.a. (già Siemens Mobile Communications). In particolare, le analisi effettuate dall’Arpac su vari pozzi presenti nella zona predetta evidenziavano la presenza di solventi organici aromatici ed idrocarburi clorurati nella acque di faldamdi molto superiori alla CSC (concentrazione soglia di contaminazione), registrandosi la presenza di tetracloroetilene nell’ordine di centinaia (2/300) di ug/L, laddove il limite consentito è di 10 ug/L per la rete di distribuzione e di lug/L per le acque sotterranee. La presenza in acqua di falda del tetracloroetilene, in molti casi con allarmante superamento dei valori di concentrazione rispetto ai limiti di CSC, è necessariamente riconducibile ad origine antropica.

Le cause di tale contaminazione venivano ricercate nella presenza, sul sito, dello stabilimento della Nokia; attualmente, sono ancora in corso gli accertamenti tesi a stabilire la provenienza univoca o meno della sostanza inquinante dall’attività dello stabilimento della Nokia, anche se può affermarsi che l’attività svolta da detto stabilimento è almeno una delle fonti di tale contaminazione. Appare anche significativo il dato secondo cui i responsabili di tale attività, già nel 2002, avevano comunicato la riscontrata contaminazione da composti organoclorurati nella falda idrica, con picco di concentrazione del parametro tetracloroetilene pari a 171,000mg/l, e che nell’anno 2006 era stato redatto dallo Studio Geotecnico Italiano srl, su incarico della Nokia, il Progetto di bonifica delle acque sotterranee dello Stabilimento Siemens spa di Marcianise, attuato mediante la realizzazione di un barrieramento idraulico lungo il margine occidentale dello stabilimento, consistente nel ed pump & treat (emungimento e trattamento).

Nel corso delle indagini, si è reso necessario verificare se la contaminazione si fosse propagata dallo stabilimento a valle idrogeologica nel periodo intercorso tra la verificazione dell’evento e la realizzazione della barriera, nonché accertare la possibile migrazione della contaminazione della falda per un lunghezza di circa 15 Km ed oltre, attraverso diversi comuni da Gricignano di Aversa a Castelvolturno. Sono stati, pertanto, effettuati ulteriori prelievi e consequenziali analisi di acque dei pozzi.

I risultati finora ottenuti hanno confermato la presenza di composti organoclorurati e, in particolare, di tetracloroetilene, in numerosi campioni di acqua prelevata. I dati appaiono essere particolarmente significativi, atteso che molti di questi pozzi, oggetto di analisi, servono abitazioni private abusive, non allacciate, pertanto, alla rete idrica comunale e quindi non approvvigionate se non da acqua proveniente dagli stessi pozzi.

Appare opportuno, al fine di chiarire quale sia l’ipotesi di reato per cui si procede, aggiungere qualche considerazione in merito alla natura della sostanza denominata “tetracloroetilene”, ricordando che si tratta di un prodotto di sintesi, normalmente destinato ad usi industriali. Le applicazioni più comuni del prodotto sono come solvente o sgrassatore. Tutte e tre le matrici ambientali, area, suolo, acqua possono essere contaminate da tale inquinante. Sono stati accertati effetti tossici per l’uomo, che possono derivare sia dall’inalazione di concentrazioni elevate sia dall’ingestione. Va inoltre evidenziato che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato il tetracloroetilene come sostanza di classe 2 A, probabilmente cancerogena per l’uomo,con riferimento all’insorgenza di tumori ai reni, al fegato, all’utero, alla pelle ed al cervello a seguito di esposizione cronica. Alla luce di quanto esposto, si ritiene sussistere al fumus del delitto di cui all’art. 440 c.p. (corruzione o contraffazione di acque o di sostanze destinate all’alimentazione).

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