Je So’ Pazzo: assemblea all’ex Opg ora occupato da giovani e riaperto alla città

La custodia dello stabile è passata dalle mani della Polizia Penitenziaria alle mani del Comune, cioè a tutti i cittadini

je-so-pazzoNapoli, 3 ottobre – I ragazzi che hanno ridato vita alle mura abbandonate dell’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario nel quartiere Materdei (via Matteo Renato Imbriani, 218) fanno sentire forte la loro gioia per una sfida vinta, ed organizzano, questo pomeriggio, un’assemblea pubblica per festeggiare la riapertura alla città di un luogo di socialità.

Il testo del comunicato stampa recita così: “Sette mesi fa abbiamo riaperto l’ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario nel quartiere Materdei, ormai abbandonato da sette anni. Migliaia di persone hanno sostenuto l’occupazione, l’hanno difesa dallo sgombero, si sono impegnate a sistemare il posto e a farlo vivere, a organizzare attività sociali, culturali, politiche.

Insieme, abbiamo trasformato quel “mostro” pauroso e inaccessibile: ora ci sono un asilo, un doposcuola, un teatro, campetti sportivi, aule studio, uno sportello legale per i lavoratori, uno sportello di ascolto sulla salute mentale.

Una grande vittoria è stata ottenuta grazie alla straordinaria mobilitazione: la custodia dello stabile è passata dalle mani della Polizia Penitenziaria alle mani del Comune, cioè di noi tutti. In altri termini, la mobilitazione popolare ha fatto sì che un bene gestito per sessant’anni in maniera esclusiva e poi distrutto e chiuso, tornasse a disposizione dei cittadini.

Avere restituito l’edificio alla città è stato solo il primo passo. Possiamo continuare a difenderlo da chi ci vorrà sottrarlo alla comunità; continuare ad utilizzarlo per le attività aggregative; possiamo, soprattutto incontrarci, discutere dei nostri problemi, organizzarci per trasformare Materdei e questa città, per avere lavoro, case, servizi, trasporti, sanità, quartieri vivibili.

I motivi dell’assemblea:

– per festeggiare insieme i sette mesi di vita e la restituzione alla cittadinanza

– per presentare pubblicamente il progetto “Je so’ pazzo” e le tante idee che abbiamo

– per lanciare la programmazione delle attività di quest’anno

– per ricevere commenti, suggerimenti, per migliorare insieme

Il comunicato si conclude con una esortazione: “Se la normalità è lo schifo che ci circonda, la povertà, la camorra, l’emigrazione, l’assenza di prospettive, i disservizi, allora… je so’ pazzo!”

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