Ansaldo, gli americani, i francesi. Il mercato nucleare dell’Europa dell’Est dietro il ferimento di Roberto Adinolfi?

Il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha affermato, nell’informativa urgente alla Camera sull’attentato di Genova in cui è stato gambizzato Roberto Adinolfi, Amministratore Delegato di Ansaldo Nucleare, che sono tre le piste seguite per far luce sul ferimento del supermanager: quella vetero-brigatista, l’anarco-insurrezionalista, e la commerciale.

Adinolfi già nel Marzo 2009 era stato inserito, insieme ad altri nomi di dirigenti aziendali nazionali impegnati nel settore dell’energia nucleare, in un documento diffuso sul web: apparentemente una lista di potenziali obiettivi pur in assenza di minacce specifiche. E nel 2010, riporta Il Secolo XIX, circolarono volantini firmati BR in Ansaldo Energia a Genova. Ma alla luce delle potenziali minacce, per quale motivo un manager come Roberto Adinolfi, massimo dirigente di un’azienda pubblica del settore nucleare, intimamente connessa al Segreto di Stato, andava in giro senza protezioni, non scortato?

L’intenzione dei feritori era evidentemente non quella di uccidere il capro espiatorio di turno, come avvenne all’epoca per Marco Biagi, né di infliggere danni irreparabili, ma quella di puntare i riflettori dei media nazionali sulle reali attività della Ansaldo Nucleare: cosa ci fa un’azienda del gruppo Finmeccanica, a maggioranza di capitale pubblico, in un settore come il nucleare già liquidato sin dagli anni ’80 con un referendum? L’Ansa rivela che la Ansaldo Nucleare insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è impegnata in ricerche circa lo smaltimento delle scorie radioattive, la stessa cosa è stata confermata dal Ministro Cancellieri durante l’informativa alla Camera.

E’ evidente inoltre quanto la reale attività di Ansaldo Nucleare subisca la forte influenza degli investitori americani, quasi fosse un’affiliata della multinazionale Westinghouse (tecnologia nucleare americana). Il gruppo Finmeccanica infatti controlla la Ansaldo Energia con il 55% di azioni, mentre il restante 45% sono in possesso del Fondo USA First Reserve, leader mondiale del settore energia. Praticamente un’azienda para-americana che si occupa dello smaltimento di scorie radioattive in Italia. Questa notizia ha avuto poca risonanza sui media nazionali. Perché?

Qualche anno fa sul sito di la Repubblica.it vennero pubblicati alcuni cablogrammi di Wikileaks circa le strategie del business nucleare italiano. Uno stralcio riferiva di come l’americana Westinghouse avesse stretto legami con l’azienda italiana per scalzare la tecnologia nucleare francese. Gli americani cercarono di convincere l’allora Responsabile dello Sviluppo Economico con queste parole: “A Scajola conviene stare con noi perché l’Ansaldo è nella sua Liguria”.

Finmeccanica intanto ha necessità di ridurre il suo debito di circa due miliardi di euro, e sta valutando la cessione della quota restante dell’asset Ansaldo Energia alla First Riserve che diventerebbe a quel punto proprietaria dell’Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare e di tutti i contratti stipulati dall’azienda italiana nell’Europa dell’Est per la costruzione di nuovi impianti e per lo smaltimento delle scorie radioattive. Chi prenderà l’Ansaldo insomma avrà a disposizione un immenso mercato ben disposto al nucleare e la gestione degli stoccaggi radioattivi. Ma la Francia è d’accordo?

In fondo nessuna rivendicazione concreta dell’attentato a Roberto Adinolfi è giunta finora, e i brigatisti, gli anarco-insurrezionalisti avrebbero potuto approfittarne per far conoscere il loro pensiero e far sapere all’opinione pubblica del loro salto di qualità utilizzando l’evento mediatico sotto i riflettori nazionali. Invece no, solo messaggi di solidarietà.

E se fosse allora un finto attentato? Un colpo preciso, volutamente non mortale, un modo tutto italiano di giustificare l’ennesima cessione a un paese straniero di un’azienda italiana di fondamentale importanza per l’economia nazionale. O una forma di pressione perpetrata dagli USA o dalla Francia per costringere il supermanager dell’Ansaldo Nucleare (Finmeccanica) a firmare un accordo piuttosto che un altro? Lo sapremo presto, e la risposta purtroppo giungerà attraverso il capitalismo sfrenato di questi anni, attraverso il mercato.

Foto: TMNews

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