Ercolano, rapinatori uccisi: non si esclude la possibilità che ci fosse un complice

Proseguono le indagini dei carabinieri per ricostruire i dettagli della rapina compiuta ieri ai danni di un titolare di preziosi ad Ercolano che ha reagito uccidendo i banditi, Bruno Petrone, 53 anni, e Luigi Tedeschi, 51 anni, entrambi residenti a Napoli e con precedenti; si cerca di capire, tramite dichiarazioni di testimoni, se vi fosse anche un complice pronto a segnalare ai due rapinatori le mosse dell’imprenditore

carabinieriNapoli, 8 settembre – La Procura della Repubblica di Napoli continua le indagini sulla rapina di ieri a Ercolano finita in tragedia, con la morte dei due banditi Bruno Petrone, 53 anni, e Luigi Tedeschi, 51 anni, entrambi residenti a Napoli e con precedenti, per mano del gioielliere che stavano derubando.

Gli inquirenti stanno cercando di capire se ci fosse anche un complice, pronto a segnalare ai due rapinatori le mosse della vittima, poi divenuta carnefice. Quest’ultimo, intorno a mezzogiorno di ieri, era in compagnia di un amico quando ha prelevato 5mila euro in banca. Al termine dell’operazione, recatosi nel piazzale di un deposito di detersivi e bibite per riprendere l’auto parcheggiata, è stato affrontato dai due rapinatori e nel reagire gli ha sparato con la pistola regolarmente detenuta. Al vaglio dei carabinieri ci sono anche dichiarazioni di testimoni, utili alla ricostruzione dei momenti tra l’uscita dalla banca fino al piazzale luogo dell’episodio.

Dalle ultime voci emerge che i due rapinatori uccisi avevano utilizzato una pistola-giocattolo priva del tappo rosso. Addosso ad uno dei due sono stati trovati i 5 mila euro sottratti a C.S., 68 anni, che aveva prelevato poco prima nell’agenzia del Banco di Napoli di via IV Novembre. Sul piazzale del deposito di bibite e detersivi di Ercolano, poco dopo le 14, era giunta la moglie di uno dei due rapinatori; la donna si era lanciata in invettive. “Ha sbagliato anche lui e deve pagare”, ha gridato ai giornalisti, riferendosi alla reazione del commerciante di preziosi. Quest’ultimo, molto noto ad Ercolano, esercita da anni la sua professione e già in passato aveva subito rapine, e aveva rinnovato da poco il porto d’armi. L’uomo, assistito da Maurizio Capozzo, è sotto choc. Il pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Pierpaolo Filippelli, lo ha interrogato fino a sera nella sede dei carabinieri di Ercolano. E’ accusato di omicidio colposo per eccesso di legittima difesa.

I due banditi erano soliti a questi atti di delinquenza, già noti alle forze dell’ordine per scippi, rapine e furti. Petrone, 53enne di Secondigliano, incappò nella giustizia nel 2009, per una tentata a rapina a Casoria con una pistola a salve, e nel 2011, per un reato analogo ma in provincia di Bologna; scavando nel passato, si trovano altri precedenti penali fin dai primi anni novanta. Per quanto riguarda Tedeschi, 51 anni, del Rione Sanità, il suo nome compare in un’inchiesta su una banda specializzata in rapine in banca tra Campania e Lazio. I decreti di fermo, emessi dalla Procura della Repubblica di Napoli, risalgono al 2005. Con Tedeschi, allora 41enne, finirono in manette altre cinque persone. Referente della banda era, secondo gli inquirenti, Mariano Bacioterracino, anch’egli arrestato e finito al centro dei riflettori quattro anni dopo, quando fu ucciso in un agguato camorristico in un bar del Rione Sanità. L’omicidio, hanno riferito diversi collaboratori di giustizia, fu la vendetta per l’assassinio di Gennaro Moccia, avvenuto a metà degli anni ottanta, e per il quale venne accusato, poi assolto, anche Bacioterracino.

Lascia un commento

3 × tre =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.