Comunali 2016: il voto di Roma, Milano e Napoli vale quanto le politiche

Per i partiti è iniziata la spasmodica ricerca del candidato. Poche certezze e tanta confusione

Matteo RenziLe amministrative della primavera 2016 si avvicinano e nei partiti inizia la ricerca dei candidati. Si andrà al voto in circa 1200 comuni e nelle grandi città di Roma – se le dimissioni di Ignazio Marino dovessero essere confermate – Milano e Napoli. Un voto, quello di primavera, che secondo molti vale quanto le politiche ed è quindi un vero e proprio test per il governo.

A Napoli, il sindaco Luigi de Magistris ha annunciato già da mesi la ferma volontà di ricandidarsi. Dalla sua avrà un rodato gruppo di collaboratori e staffisti molto attivi sul web. Molto probabilmente, come annunciato dallo stesso de Magistris, a supporto della sua candidatura ci sarà un nutrito gruppo di liste civiche. A sfidare il sindaco uscente potrebbe esserci Antonio Bassolino, che per ora non scioglie le riserve e invoca le primarie, giudicandole necessarie per il Partito Democratico e i suoi elettori. Nel centrodestra Silvio Berlusconi non vorrebbe più affidarsi a Gianni Lettieri – sconfitto alle comunali del 2011 da de Magistris – ma all’ex showgirl salernitana Mara Carfagna, che per ora non ci pensa proprio ad accettare la proposta. Per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle, primo partito alle elezioni regionali dello scorso maggio, i nomi più gettonati sono quelli dei parlamentari Roberto Fico e Luigi Di Maio. La sensazione però è quella che i pentastellati si atterranno al loro regolamento e sceglieranno il candidato sindaco attraverso il voto online.

A Roma il sindaco dimissionario Ignazio Marino sta per concludere anticipatamente la sua consiliatura, durata circa due anni. Ora ha venti giorni per ripensarci ma non potrà più contare sull’appoggio del Pd, che nel 2013 lo aveva candidato. Se le dimissioni fossero confermate, Roma potrebbe andare al voto nella primavera 2016. Per questo Matteo Renzi vorrebbe scegliere lui un nome, scongiurando le primarie. Se qualcuno pensa agli ex sindaci Rutelli e Veltroni, il nome caldo potrebbe essere quello del renziano Roberto Giachetti. Nel centrodestra si fa clamorosamente il nome di Alfio Marchini. Ma è più probabile che quest’ultimo decida di concorrere alla carica di sindaco con il supporto di liste civiche, come è già successo nel 2013. Tra i Cinque Stelle i nomi più chiacchierati sono quelli dei deputati Roberta Lombardi e Alessandro Di Battista. I due non potranno candidarsi a meno di una deroga al regolamento, che per adesso è stata esclusa sia dai vertici del movimento che dai diretti interessati.

A Milano, il Partito Democratico è in pressing sul sindaco uscente Giuliano Pisapia. Quest’ultimo, durante un incontro con Renzi ha negato la sua disponibilità a ricandidarsi. Molto probabilmente il successore di Pisapia sarà scelto attraverso le primarie, per le quali esiste già una data: quella del 7 febbraio. Nel centrodestra è molto probabile l’alleanza tra Berlusconi, Salvini e Meloni. Con gli ultimi due possibili candidati nell’ottica di un centrodestra unito. Nel M5S al momento non è stata approvata nessuna candidatura. La scelta, con tutta probabilità, avverrà a fine ottobre con votazione online aperta agli iscritti milanesi.

Il totonomi durerà ancora qualche settimana, se non mesi, ma la battaglia per le amministrative può dirsi già iniziata. Riusciranno le forze politiche a presentare in tempi brevi delle proposte credibili?

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