Riapre alla città la Biblioteca Girolamini in occasione della “Domenica di Carta” tra scaffali vuoti e proposte di rinnovamento

Grande successo di visitatori. La straordinaria apertura per “dare un segnale forte e simbolico alla città” arriva dopo un periodo di chiusura dovuto al furto di importanti manoscritti d’epoca ed alle condizioni di fatiscenza in cui versava la struttura. Visitabili solamente la sala del Camino, la sala Vico, la sala Bellucci ed una mostra di preziosi cimeli storici

scaffali girolaminiNapoli, 11 ottobre – Era il 2012 quando i carabinieri posero i sigilli alla Biblioteca Girolamini, la più antica di Napoli e seconda in Italia solo alla Malatestiana di Cesena; un importante luogo culturale riconosciuto nel 1866 come Monumento Nazionale, centro di filosofia, teologia, musica sacra e letteratura d’oltralpe con circa 160.000 volumi antichi e oltre 6000 opere musicali custodite nelle bellissime sale in stile settecentesco. Posta sotto sequestro dalla Procura dopo il saccheggio di migliaia di libri antichi ad opera dell’ex direttore, Massimo De Caro, condannato a sette anni e interdetto perpetuamente dai pubblici uffici, molto legato a Marcello Dell’Utri che è indagato in un altro filone dell’inchiesta. Una brutta vicenda che ha aperto una ferita profonda nella coscienza dei cittadini.

Oggi, dopo tre anni dalla bufera giudiziaria, la biblioteca è stata riaperta eccezionalmente in occasione della Giornata nazionale delle biblioteche, e per poche ore uno dei più preziosi tesori librari sarà nuovamente accessibile ai napoletani. L’evento è stato fortemente voluto dal Direttore Generale “Biblioteche e Istituti Culturali” Rossana Rummo e anche dalla stessa Procura della Repubblica di Napoli, con la collaborazione del “Fai-Delegazione di Napoli”, e dell’Associazione Italiana Editori per dare un segnale forte e simbolico alla città: il messaggio di un’iniziativa in piena evoluzione, dopo il saccheggio compiuto ai danni del fondo librario da parte dell’ex direttore De Caro.

All’apertura la biblioteca è stata trovata in una situazione indecorosa con una struttura fatiscente e una gran parte di scaffali vuoti, tra i più evidenti quelli della sala “Giambattista Vico”, che mostra l’immagine più forte dello scempio causato dall’ex-direttore. “Quando siamo intervenuti – racconta Rossana Rummo – abbiamo trovato gran parte dei volumi infestati a causa di anni e anni di abbandono e abbiamo dovuto restaurare le scaffalature lignee”. Molto amareggiata anche l’attuale direttrice, Silvana Gallifuoco, che mostra gli scaffali semivuoti: “Guardate un po’ con i vostri occhi il grande furto in questa sala in cui hanno studiato Giambattista Vico e Benedetto Croce”. Alla domanda su quanti libri fossero stati rubati, la direttrice non può dare risposta: “Non si sa perché non sono state ritrovate molte pagine dei cataloghi e, dunque, l’unica certezza è che i volumi recuperati finora un po’ in tutto il mondo sono 2400”, solo una parte, però, del grande saccheggio. Non si può nemmeno parlare di tempi di riapertura: “Vogliamo fortemente ricominciare, ma c’è ancora tanto lavoro da fare e c’è ancora da verificare con esattezza quello che manca. Ma l’apertura straordinaria è un primo passo per arrivare al nostro obiettivo”.

“Abbiamo trovato la biblioteca in una situazione da day after” – così Mauro Giancaspro, custode giudiziario della biblioteca, descrive la devastazione messa in atto – “Abbiamo allestito una task force per avviare un lavoro in parte compiuto, a partire dalla bonifica e dalla disinfestazione, ma quello che resta da fare è ancora tanto. Abbiamo recuperato diversi archivi ma sarà necessaria una risistemazione complessiva. La riapertura servirà soprattutto per mostrare ai cittadini che si sta lavorando e si sta facendo di tutto per restituire questo tesoro alla città e perché si riaccenda l’amore dei napoletani per questa biblioteca, semmai si fosse spento”.

La visita è durata quattro ore, guidata e riservata a piccoli gruppi per volta, a partire dalla Sala del Camino, per passare per la Sala C, la Sala Bellucci, fino alla Sala Vico. “Avremmo voluto aprirla a più persone e per più tempo – spiega la direttrice della biblioteca – ma si tratta di una struttura ancora sotto sequestro e la nostra intenzione è quella di mostrare almeno le sale storiche”. Inoltre è stata allestita anche un’esposizione dei cimeli della biblioteca, con un manoscritto miniato e qualche manoscritto del fondo musicale, in due teche chiuse.

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