Pane fresco artigianale, niente di meglio del suo profumo e della fragranza: in arrivo una legge che lo tutela

Pesanti sanzioni per chi non rispetterà la nuova legge sul pane fresco, a tutto vantaggio dei pianificatori artigianali

pane frescoIn arrivo una legge a tutela del pane fresco artigianale. In questi giorni, alla Camera è in discussione una proposta di legge, presentata dal deputato Pd Giuseppe Romanini, che ha lo scopo di garantire l’assoluta qualità dei prodotti e tutelare i consumatori mettendo ben in chiaro la distinzione tra pane caldo appena sfornato piuttosto che del pane surgelato oppure cotto dal supermercato.

Nella proposta di legge n. 3265 ‘Disposizioni in materia di produzione e vendita’, si specifica pane “il prodotto ottenuto dalla cottura totale o parziale di una pasta convenientemente lievitata, preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con o senza aggiunta di cloruro di sodio o sale comune”.

Invece, il pane precotto o surgelato deve essere venduto separatamente da quello fresco e si esige che sia indicato chiaramente da un etichetta ben visiva che si tratta di un prodotto precedentemente tenuto in freezer oppure cotto parzialmente.

Per chi non rispetterà la legge saranno previste severe sanzioni: “la violazione degli obblighi comporta l’immediata sospensione dell’attività e, nei casi più gravi, il ritiro delle autorizzazioni amministrative rilasciate dagli enti competenti”. Tutto ciò va a favore delle associazioni dei panificatori artigianali, un settore che in Italia vale circa 7 miliardi di euro e dà lavoro a 400 mila addetti operanti in 25.000 imprese, in gran parte di dimensioni familiari, sfornando in media 100 chilogrammi di pane al giorno ciascuna.

In Italia solo il 37% compra del pane fresco tutti i giorni ma intono al 9% consuma quanto acquistato il giorno stesso, chi non lo mangia o conserva il restante per il giorno seguente oppure lo congela.

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