Angus Deaton, Premio Nobel per l’Economia 2015 per i suoi studi su consumi, povertà e welfare

Lo scozzese, docente di Economia e Affari Internazionali negli Stati Uniti alla prestigiosa Princeton University dal 1983, è stato insignito del riconoscimento per i suoi studi su consumi, povertà e welfare. Nel 2009 scoprì che la soglia della felicità è a quota 75mila dollari

Premio Nobel EconomiaStoccolma, 12 ottobre –  Il Premio Nobel 2015 per l’Economia è stato assegnato allo scozzese Angus Deaton per i suoi studi sui consumi, povertà e welfare. Nato ad Edimburgo nel 1945, Deaton è attualmente professore di Economia e Affari Internazionali alla Woodrow Wilson School of Public and International Affairs (WWS) e al Dipartimento di Economia a Princeton. Ha studiato al Fettes College di Edinburgh, poi all’Università di Cambridge, dov’è stato ricercatore sotto la guida di Richard Stone e di Terry Barker nel dipartimento di Economia Applicata. Deaton ha insegnato econometria a Bristol per poi passare all’Università di Princeton nel 1983. Tra i suoi meriti, quello di aver chiarito le relazioni tra consumi individuali e conseguenze di queste decisioni sull’intera economia, un lavoro di grande importanza per micro e macro economia e per il welfare dei paesi in via di sviluppo.

In particolare, Deaton ha ricevuto il Premio per tre diversi campi di studio: il sistema per stimare la domanda dei diversi beni sviluppato, insieme a John Muellbauer, negli anni ’80; gli studi sul collegamento tra consumi e reddito condotti negli anni ’90 e i suoi lavori su come misurare gli standard di vita e i livelli di povertà nei paesi in via di sviluppo con l’aiuto di ricerche condotte in ambito familiare.

Già insignito di diversi premi in passato per i suoi studi nel campo dell’econometria, lo studioso scozzese ha tra l’altro formulato il “Paradosso di Deaton”, nello studio intitolato “La grande fuga: salute, benessere e le origini dell’ineguaglianza”, basato sull’osservazione dell’eccessiva regolarità del consumo di fronte a shock inattesi del reddito permanente. La sua tesi, singolare e per certi versi controcorrente, è che le diseguaglianze sono necessarie alla crescita e allo sviluppo, frenati invece da eventuali politiche redistributive.

Deaton ha realizzato un “modello di domanda quasi ideale”, che serve per stimare come la domanda per ogni bene dipende dai prezzi di tutti i beni e sul reddito dei singoli individui: il sistema è diventato uno standard per la valutazione di diversi parametri economici ed è usato ancora oggi. Inoltre nel 2009 Deaton ha scoperto che oltre la soglia dei 75mila dollari, la felicità delle persone non aumenta perché diminuiscono i desideri da appagare.

Nelle motivazioni della scelta il comitato ha spiegato che: “Per realizzare una politica economica che promuova il welfare e riduca la provertà, dobbiamo prima capire le scelte di consumo individuali e più di chiunque altro Angus Deaton ha aiutato a capire”. “Grazie, vi ringrazio davvero” ha risposto il professore in collegamento dagli Stati Uniti.

CURIOSITÀ SUL PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA: il Premio Nobel per l’economia viene assegnato dal 1969, in seguito all’istituzione da parte della “Sveriges Riksbank” (che in quell’anno festeggiò i 300 anni dalla sua fondazione), di uno speciale fondo di dotazione per il conferimento del premio. Infatti questo premio non era previsto dal testamento di Alfred Nobel, ma viene gestito dalla Fondazione Nobel e consegnato assieme agli altri premi. Il prestigio del premio deriva in larga parte dall’associazione ai premi creati dalla volontà di Alfred Nobel, una scelta che è stata spesso causa di critiche, fra le più rilevanti quella dell’avvocato svedese ed attivista per i diritti umani Peter Nobel, pronipote di Alfred Nobel, che considera il premio un mero “colpo di pubbliche relazioni fra economisti per migliorare la loro reputazione”. La sua critica è stata ripresa dall’economista svedese Gunnar Myrdal, e dall’ex ministro delle finanze svedese Kjell-Olof Feldt, che si sono pronunciati a favore dell’abolizione del premio.

Sono 46 i Nobel per l’Economia assegnati fino a oggi; la metà, 23, è andata a candidati singoli.  Una sola donna è stata insignita con il Premio dal 1969 ad oggi: la statunitense Elinor Ostrom, che nel 2009 ha vinto per l’analisi delle risorse comuni nella governance. L‘età media dei candidati premiati è di 67 anni; l’età del più giovane economista vincitore è di 51 anni (Kenneth J. Arrow, 1972) mentre l’età del più vecchio, è di 90 anni (Leonid Hurwicz, 2007). Tra gli stati con più titoli vinti primeggiano gli Stati Uniti con 40 premi, segue il Regno Unito con 6 e l’Unione Sovietica con 4; l’Italia vanta un solo premio, attribuito a Franco Modigliani nel 1985 per la sua analisi pionieristica del risparmio e dei mercati finanziari.

Lascia un commento

15 − 15 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.