Vaccinazioni, il Ministero fa luce sul giallo delle sanzioni ai camici bianchi

Eventuali sanzioni disciplinari verranno stabilite dagli Ordini professionali

vaccinazione“Meraviglia osservare intorno alle esigenze di un Piano di vaccinazione così completo e articolato una polemica priva di fondamento, che crea inutili allarmismi tra i professionisti – ha affermato in una nota Ranieri Guerra, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute – Il piano non prevede sanzioni ma chiede a medici e infermieri di informare correttamente. Ogni azione attuativa del piano è previsto chiaramente che venga intrapresa con i medici, certamente non contro di loro”.

“Chi dovrebbe proporre le vaccinazioni, raccomandarle ai propri assistiti, spiegarne i benefici alle famiglie, creare una cultura professionale e scientifica corretta, se non i medici? – si domanda Guerra – Ritengo – continua – che sia dannoso per la stessa professione parlare per due giorni di una cosa che non esiste. Parliamo piuttosto del drammatico calo di copertura vaccinale, le cui conseguenze tutti noi medici conosciamo bene e di cui abbiamo dibattuto in sede di formulazione del nuovo piano, a cui infatti hanno partecipato anche colleghi della pediatria territoriale e della medicina generale”.

Ma cosa comporta il Piano nazionale vaccini? Nella bozza in possesso da Adnkronos Salute, gli obiettivi del Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2016-2018 sono: 1) Mantenere lo stato polio-free; 2) Raggiungere lo stato morbillo-free e rosolia-free; 3) Garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni nelle fasce d’età e popolazioni a rischio indicate anche attraverso forme di revisione e di miglioramento dell’efficienza dell’approvvigionamento e della logistica del sistema vaccinale aventi come obiettivo il raggiungimento e il mantenimento delle coperture descritte più oltre; 4) Aumentare l’adesione consapevole alle vaccinazioni nella popolazione generale anche attraverso la conduzione di campagne di vaccinazione per il consolidamento della copertura vaccinale.

5) Contrastare le disuguaglianze, promuovendo interventi vaccinali nei gruppi di popolazioni marginalizzati o particolarmente vulnerabili; 6) Completare l’informatizzazione delle anagrafi vaccinali interoperabili a livello regionale e nazionale tra di loro e con altre basi di dati (malattie infettive, eventi avversi, residente e assistiti); 7) Migliorare la sorveglianza delle malattie prevenibili con vaccinazione; 8) Promuovere, nella popolazione generale e nei professionisti sanitari, una cultura delle vaccinazioni coerente con i principi guida del presente Piano, descritti come ’10 punti per il futuro delle vaccinazioni in Italia’.

9) Sostenere, a tutti i livelli, il senso di responsabilità degli operatori sanitari, dipendenti e convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, e la piena adesione alle finalità di tutela della salute collettiva che si realizzano attraverso i programmi vaccinali, prevedendo adeguati interventi sanzionatori qualora sia identificato un comportamento di inadempienza; 10) Attivare un percorso di revisione e standardizzazione dei criteri per l’individuazione del nesso di causalità ai fini del riconoscimento dell’indennizzo, ai sensi della legge 210 del 1992, per i danneggiati da vaccinazione, coinvolgendo le altre istituzioni competenti (ministero della Difesa); 11) Favorire, attraverso una collaborazione tra le istituzioni nazionali e le società scientifiche, la ricerca e l’informazione scientifica indipendente sui vaccini.

Per quanto riguarda le sanzioni riguardo ai medici poco inclini alla vaccinazione dei pazienti “parte integrante di questi vincoli normativi sarà anche la ricognizione continua delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale e dell’offerta attiva delle vaccinazioni da parte dei medici e del personale sanitario dipendente e convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. Saranno concertati percorsi di audit e revisioni tra pari – riporta il documento – con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali che possano portare anche all’adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata l’opportunità”. Ogni tipo di idea di sanzione per i medici sarà concordata con le categorie dopo un confronto con il ministero.

Il costo totale dei vaccini, secondo il prezzo attuale, viene stimato intorno a 620 milioni di euro. Il Piano nazionale fa risaltare che “con il principio del partenariato pubblico-privato di rilevante contenuto sociale, e in piena trasparenza, la cifra potrebbe essere rivista”. Inoltre si presume l’ “attivazione di un fondo nazionale per i vaccini che possa co-finanziare le regioni in difficoltà oggettive a garantire, ancora una volta, l’uniformità, l’equità e l’universalità dell’offerta su scala nazionale”.

Il Piano nazionale di Prevenzione vaccinale 2016-2018 ricorda anche che alcuni studi dimostrano i vantaggi economici della vaccinazione. Per l’Italia è stato calcolato che, tra tutte le persone vaccinate comprese nell’età tra i 50 e i 64 anni contro l’influenza, con un investimento di 76 milioni di euro c’è un risparmio di per il Ssn pari a 746 milioni di euro, con un rapporto costo-beneficio di 1 a 1024. Nel 2002-2003, l’epidemia italiana di morbillo, a fronte di circa 20 mila casi, ha portato a un costo di 22 milioni di euro.

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