Maltempo, Campania in ginocchio tra frane e inondazioni. In arrivo una nuova pertubazione

Un’altra perturbazione proveniente dal nord Atlantico porterà nelle prossime ore un’ondata di maltempo sulle regioni meridionali dell’Italia, alcune delle quali già colpite dalla perturbazione ancora in atto. Il Dipartimento della Protezione Civile ha diramato una nuova allerta meteo che prevede, a partire dalle prime ore di domani, precipitazioni diffuse localmente anche molto intense e accompagnate da fulmini e forti raffiche di vento. Il Dipartimento ha anche valutato una criticità arancione per rischio idrogeologico sulla Sardegna meridionale, su Campania, Sicilia e su buona parte della Calabria

maltempo beneventoNapoli, 21 ottobre – Continua l’emergenza maltempo in tutta la regione: sia a Benevento che in provincia le piogge non accennano a diminuire e le cattive condizioni meteo stanno causando oltre che danni anche difficoltà nelle operazioni di soccorso, soprattutto in alcuni centri della provincia messi da due giorni in ginocchio per il maltempo. Sono quaranta i comuni gravemente colpiti dallo straripamento dei fiumi Calore, Tammaro e Fortore con decine di famiglie evacuate, strade impraticabili e aziende distrutte. Una situazione drammatica che ha reso la provincia Sannita una città fantasma, infatti in molti hanno accolto l’appello del sindaco, Fausto Pepe, a lasciare le case della zona più a rischio; un allarme che ha interessato in particolare le zone più basse della città, soprattutto quelle più a ridosso dei corsi d’acqua. Chiuse anche le scuole e l’università del Sannio. Il Comune consiglia di estare ai piani alti e limitare gli spostamenti ai cittadini delle aree già colpite dall’alluvione, Ponticelli, Porte Valentino, Santa Clementina, via Cosimo Nuzzolo e Pantano.

Il principale pericolo è rappresentato dal fiume Calore, costantemente monitorato in più punti, è esondato in alcuni tratti, allagando le zone più basse della città di Benevento, località Pantano e Ponte Valentino, due delle aree già colpite dall’alluvione. Ieri sotto una vera e propria bomba d’acqua sono finite le aree del Fortore e dell’Alto Tammaro dove l’acqua ha messo in ginocchio interi paesi, alcuni dei quali sono rimasti isolati, come Castelpagano, Colle Sannita e Pesco Sannita. Il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio, che ieri ha presieduto una riunione operativa in prefettura, ha annunciato l’arrivo di un centinaio di uomini in più per far fronte alla situazione.

Intanto a causa dell’alluvione, la Procura ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti. Si ipotizza il reato di inondazione colposa. È stato già nominato un perito che effettuerà sopralluoghi anche nell’area della diga di Campolattaro perché si sospetta che l’impianto non sia stato fatto funzionare in maniera regolare. Intanto la Regione Campania ha riconosciuto lo stato di emergenza per le zone colpite dall’alluvione. “Stiamo verificando le condizioni; c’è un’istruttoria in corso che deve essere portata a termine e che presenteremo al Consiglio dei Ministri. Certamente è stato un evento importante”, queste le parole di Curcio. Insieme al capo della Protezione Civile, che ha fatto tappa in prefettura per incontrare i sindaci dei comuni coinvolti e coordinare sul posto gli interventi necessari, era presente anche la Regione con l’assessore alle Attività Produttive Amedeo Lepore e il direttore del dipartimento della Protezione Civile Italo Giulivo. L’ufficio stampa della Regione ha poi reso noto che, nel corso dell’incontro operativo, “sono state comunicate le decisioni urgenti assunte in giunta sull’emergenza alluvione nel Sannio”. Approvata la richiesta al Governo dello stato di emergenza nazionale e raddoppiato lo stanziamento regionale per l’adozione di interventi urgenti e indifferibili: da 500mila euro al milione di euro. Chiesta anche una deroga al patto di stabilità per gli interventi legati agli eventi calamitosi. Resta però il nodo delle industrie, con 1500 posti di lavoro a rischio nel Sannio e le maggiori aziende ancora in ginocchio. Anche per questo la Regione ha stabilito un intervento di somma urgenza per l’area industriale, invasa dalle acque del Tammaro, che sarà coordinato dal sindaco Pepe, per inviare uomini e mezzi della Protezione civile nazionale.

Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ha lasciato i suoi impegni all’Expo di Milano per raggiungere Napoli e poi da lì Benevento per un vertice legato all’emergenza maltempo: “Abbiamo immediatamente approvato la richiesta di stato di calamità e concordato il rafforzamento delle strutture della Protezione Civile nelle aree colpite. Riconfermiamo il nostro sforzo eccezionale, a cominciare dal ripristino delle infrastrutture viarie”.

Circa 150 persone, tra volontari e tecnici, e una novantina di mezzi sono in arrivo in Campania per supportare le strutture e gli uomini chiamati a gestire l’emergenza; i soccorsi arrivano dal Lazio e dall’Abruzzo per i vigili del fuoco e dalla Toscana, dalle Marche e dall’Umbria per la protezione civile. Una colonna di vigili del fuoco è stata già destinata dall’unità di crisi costituita in prefettura alla zona industriale di Benevento, in località Ponte Valentino, area invasa da acqua e fango, per ripristinare la viabilità e liberare alcune aziende.

“I volontari della Caritas e i cittadini stanno spalando senza sosta e c’è bisogno di pale, di sacchi, di carriole per continuare il lavoro e nel frattempo stanno finendo tutti i viveri per gli alluvionati”: si legge nell’appello della Caritas. Ecco quali sono i viveri di cui più si necessita allo stato attuale: acqua, pale carriole, pane, biscotti, uova, merendine, marmellata o Nutella, affettati, cibo in scatola e anche prodotti per la pulizia della casa (scope, stracci, detersivi, sacchi dell’immondizia). Per informazioni: il numero 0824 – 315000.

Ammontano a 500 milioni di euro i danni per le 70 aziende ferme e 500 in cassa integrazione. Dati confermati dal presidente di Confindustria Benevento Biagio Mataluni a Effetto Giorno su Radio 24: “Ad oggi abbiamo stimato qualcosa come 500 milioni di euro di danni e la cosa grave è che abbiamo già 500 richieste di cassa integrazione. Qui a Benevento si è aggiunta una particolarità: la zona industriale di Ponte Valentino è la più colpita, zona in cui abbiamo 70 aziende interessate completamente ferme. Il pastificio Rummo ha avuto più danni perché era il più vicino al corso d’acqua, però l’area industriale si trova in una vallata che è stata completamente allagata. Abbiamo fatto un vertice con le associazioni industriali e gli ordini professionali e siamo riusciti realizzare una gara di solidarietà per mettere in piedi una rete per aiutare le aziende a quantificare i danni”.

Il maltempo ha creato particolari disagi anche sull’isola di Capri, dove secondo i rilevamenti sono caduti 170 mm di acqua; Impegnatissimi i vigili del fuoco soprattutto in via Rio Caprile, ad Anacapri, dove è crollato, senza causare feriti, il tetto di un’abitazione. Numerose anche le strade allagate, tra cui la provinciale Capri-Anacapri dove ci sono stati smottamenti di terriccio e detriti. Un muro di contenimento si è sbriciolato ai Giardini di Augusto, causando la chiusura della strada d’accesso al parco, mentre un parapetto è crollato in via Arco Naturale. Senza energia elettrica le zone alte del Comune di Capri, Tiberio, Caterola e Vanassina, a causa di un allagamento. Acqua anche al Centro Congressi di proprietà del Comune di Capri e all’interno del porto turistico, in un’area già colpita in passato da episodi simili, al lavoro tutto il personale per rimuovere il terriccio fangoso scivolato lungo il pendio.

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