Inps, perquisizioni a tappeto. Da Salerno l’inchiesta su aziende fantasma e false assunzioni

Perquisizioni a tappeto presso tutti gli Istituti dell’Inps per le indagini su false assunzioni e di dati falsi immessi nel database

inpsFalse assunzioni, aziende inesistenti e fittizi rapporti di lavoro. Per questo, i carabinieri di Nocera Inferiore insieme al Ris di Roma stanno eseguendo un mandato di perquisizione presso la Direzione generale dell’Inps e in tutti i capoluoghi di regione allo scopo di ottenere riscontri di natura informatica e documentale.

Secondo il procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore (Salerno), Giovanni Izzo, che ha disposto perquisizioni, “la complessa attività investigativa, svolta con il supporto di attività tecniche, ha consentito di accertare diverse incongruenze nel sistema di verifica della performance (internal auditing) dell’Inps”- tra le incongruenze di cui parla il procuratore – “l’inserimento nel database di dati fittizi relativi alle ispezioni effettuate e al numero di rapporti di lavoro annullati, sulla base dei quali veniva effettuata la verifica del raggiungimento degli obiettivi annuali prefissati dalla Direzione Generale”.

I provvedimenti, che hanno origine da un’indagine coordinata dal procuratore Roberto Lenza e condotta da dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura nocerina, trattano di nuovo filone investigativo della maxiinchiesta denominata “Mastrolindo” che fino ad ora ha portato all’esecuzione di 44 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e professionisti e al sequestro di beni per un valore complessivo di oltre 137 milioni di euro, relativamente alla costituzione di diverse aziende inesistenti, come ditte di pulizie o Inps.

Le indagini hanno verificato che nel database dell’Inps sarebbero stati inseriti delle false informazioni, maggiori di quelle reali. Su questi falsi dati sarebbe avvenuta la verifica di performance: il raggiungimento degli obbiettivi prefissati dalla Direzione generale, alla quale sarebbe poi accompagnata dall’erogazione dei premi di produttività a dirigenti e funzionari dell’Istituto. I dati non sono ancora del tutto accertati ma, secondo gli inquirenti, le somme erogate raggiungono i 400 milioni di euro.

L’Inps ha emanato una nota dove “come sempre dichiara piena collaborazione con la magistratura e con le forze dell’ordine nello svolgimento delle indagini”.

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