Legge di stabilità e canone Rai 2016, il balletto delle rate

L’ultima bozza della legge di stabilità modifica la precedente ipotesi di pagamento suddivisa in sei rate da 16,66 euro, infatti l’imposta verrà addebitata nella prima fattura relativa alla fornitura di energia elettrica successiva alla data di scadenza del pagamento

canone-raiRoma, 24 ottobre – L’ultima bozza della legge di stabilità prevede che nel 2016 il canone Rai sarà addebitato sulla prima fattura relativa alla fornitura di energia elettrica successiva alla data di scadenza per il pagamento del canone, il pagamento dovrebbe avvenire in un’unica soluzione per poi diventare bimestrale a partire dal 2017.

La rata unica, però, non piace alle società elettriche che temono un aumento della morosità dei propri clienti obbligati a pagare fattura elettrica e tv. Da discutere anche la questione relativa alle sanzioni per i gestori elettrici che si attardano nella comunicazione allo Stato dell’elenco degli utenti evasori. La nota positiva resta che l’abbonamento alla tv pubblica scenderà da 113,5 a 100 euro. Il testo aggiornato della manovra prevede inoltre che l’eventuale surplus derivante dalle entrate del canone Rai verrà versato nel fondo per il calo delle imposte, un tesoretto, stimato in circa 500 milioni di euro, che fa gola alla Rai e che sembrava destinato alla riduzione della pubblicità su alcune reti pubbliche (un obiettivo più volte sottolineato dal premier Matteo Renzi) o al fondo per le tv private e l’editoria.

La riforma è al momento scritta solo nella legge di Stabilità del governo e potrà essere modificata dal Parlamento. Dopo l’eventuale approvazione della legge di Stabilità in Parlamento, il ministero dello Sviluppo Economico avrà 45 giorni di tempo per varare un decreto operativo, che darà attuazione concreta alla riforma.

Il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, ha affermato che dovranno pagare il canone solo le famiglie che hanno in casa almeno un televisore o una radio. Esclusi invece gli italiani che possiedono solo altri dispositivi come pc, tablet e smartphone. All’interno della bolletta elettrica, l’importo del nuovo canone Rai verrà indicato con una voce distinta e separata.

Chi non possiede un televisore dovrà fare una autocertificazione ai sensi del Dpr 445 del 2000. Questa lettera dovrà essere indirizzata, con raccomandata ricevuta di ritorno, all’Agenzia delle Entrate che è incaricata di riscuotere il canone della tv (in quanto imposta di scopo). Nella lettera bisognerà precisare di non avere un televisore, dunque di non essere tenuti al pagamento del canone televisivo. La persona che non ha il televisore potrebbe comunque ricevere la bolletta elettrica gravata anche dal canone tv. Poiché il canone è indicato con una voce distinta, questa persona avrà tutto il diritto di compilare un bollettino postale in bianco e di versare alla società della corrente il solo importo del consumo elettrico.  Per quanto riguarda chi possiede due case, ed ha intestate entrambe le utenze elettriche a suo nome, la bozza prevede che dovrà pagare un solo canone.

Negli anni dal 2016 al 2018, secondo alcune previsioni, la Rai dovrebbe poter contare su introiti per un miliardo e 700 milioni come negli anni passati, rispetto un gettito previsto di 2 miliardi e 200 milioni.

La legge di stabilità prevede inoltre che le Regioni che, entro gennaio 2016, non avranno adempiuto all’obbligo di riordino delle funzioni in base alla riforma Delrio saranno commissariate per far sì che entro fine giugno il personale in esubero delle Province venga riassorbito al loro interno. Sempre per il 2016 “è attribuito alle Regioni a statuto ordinario un contributo di complessivi 1.300 milioni di euro“, a patto che le Regioni assicurino “un contributo alla finanza pubblica pari a 3.980 milioni di euro per l’anno 2017 e a 5.480 per ciascuno degli anni 2018 e 2019.

I primi commenti alla nuova bozza sono arrivati dal premier Matteo Renzi, che dal Cile afferma: “la nuova legge di stabilità tornerà a investire, con il segno più, nella cultura e nella ricerca dopo anni“; e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: “Se un governo dà messaggi, avrà fiducia. Le tasse devono scendere; la pubblica amministrazione deve essere più snella, la giustizia civile deve essere più rapida e efficiente e lo sta già diventando”.

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