Italicum, depositati ricorsi in Corte d’appello. Contestati premio di maggioranza e ballottaggio

La legge è stata impugnata davanti a 15 sedi, tra cui quelle di Milano, Roma e Napoli. A promuovere il ricorso è Coordinamento democrazia costituzionale, cui aderiscono diversi comitati locali, giuristi e personaggi della politica

elezioni tabelloneNapoli, 26 ottobre – Raffica di ricorsi contro la legge elettorale Italicum sono stati presentati in 15 corti d’appello – ma il numero potrebbe salire a 26 distretti entro i primi di novembre – , tra cui quelle di Milano, Roma e Napoli, da Coordinamento democrazia costituzionale, cui aderiscono diversi comitati locali, giuristi e personaggi della politica. Con il ricorso viene contestato il meccanismo di ballottaggio e il premio di maggioranza stabilito dalla nuova legge elettorale, approvata dal parlamento nel maggio scorso.

Attualmente l’Italicum, che dovrebbe entrare in vigore nel luglio 2016, prevede un premio di maggioranza alla lista in grado di raggiungere la soglia del 40% e il ballottaggio tra le due liste più votate, se nessuna dovesse raggiungere tale soglia. In questo caso la contraddizione ravvisata dai ricorrenti consiste nel fatto che chi raggiunga, per ipotesi il 39,9 per cento dei voti, deve comunque andare a ballottaggio. Sempre secondo i ricorrenti, inoltre, l’Italicum non consentirebbe la tutela di tutte le minoranze riconosciute, ma solo di alcune.

Secondo il Coordinamento democrazia costituzionale, l’Italicum è “una legge voluta da una minoranza che si trasforma in maggioranza grazie ad uno sproporzionato premio simile a quello del Porcellum, precedentemente bocciato per incostituzionalità”. La grande preoccupazione del Coordinamento è “la rottura dei meccanismi di equlibrio tra poteri che queste riforme comportano”.

In effetti c’è la possibilità che possa accadere quanto già successo con la precedente legge elettorale. La Consulta stabilì l’incostituzionalità del premio di maggioranza previsto, “foriero – scrissero i giudici – di una eccessiva sovra-rappresentazione e può produrre una distorsione, perché non impone il raggiungimento di una soglia minima di voti alla lista”.

La replica del primo ministro Matteo Renzi all’iniziativa di Cdc è arrivata dal Perù, nel corso del suo intervento al Forum economico Italia-Perù: “Le riforme che l’Italia sta facendo, inclusa la riforma della legge elettorale, servono per dare stabilità, certezza e regole più efficaci. Il mondo sta cambiando – ha aggiunto – e anche noi dobbiamo cambiare. Le regole del gioco sono una condizione essenziale per lo sviluppo”.

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