Conferenza organizzativa PD Napoli – 12 maggio. VESPA: “diciamo Primarie sempre e che siano Primarie di territorio, ovvero chi si candida alle Primarie deve appartenere a quel territorio.”

“Si dia il via alla redazione dell’Albo degli Elettori del PD. Ora”.

Tutte le occasioni di dialogo sono da salutare positivamente, quindi ben venga questa occasione di confronto su quale organizzazione può avere il Partito Democratico napoletano.

Le parole chiave che contraddistinguono il documento inviatoci sono “Trasparenza”, “Inclusione”, “Solidarietà”, “Partecipazione autenticamente democratica”, “Orgoglio e non Paura”, presumo che ci si riferisca anche al fatto di poter dire la propria opinione senza timore, “perché la nostra Federazione sia una casa di vetro”.

A pagina 9 del documento si dice che “il Gruppo ha esaminato”, più avanti si legge “il Gruppo ha ritenuto”. Quindi la prima domanda che sorge spontanea è, ma chi è questo Gruppo? La prima cosa da fare quando si redige un documento è dire chi è l’estensore e poi magari inserire anche i numeri di pagina!

“Favorire l’informazione ed il coinvolgimento degli aderenti e dei sostenitori – è scritto – evitando che le scelte organizzative producano forme di cristallizzazione interne ed esclusioni, discriminazioni o condizionamenti”.

Ebbene si parte con il piede sbagliato, si dichiara una cosa e si procede in un modo diametralmente opposto. Tra di noi c’è chi si occupa di formazione e di comunicazione, di informazione e di tecnologie 2.0, disponibili anche a presentare un curriculum vitae visto che si parla tanto di valorizzare il merito! Ed allora dove lo presentiamo?

E quindi mi chiedo e vi chiedo, sulla base di quale criterio si è scelto il Gruppo di lavoro. Evitiamo le parole alle quali non vogliamo dare un senso. Vogliamo veramente rinnovare il metodo di selezione della classe dirigente?

Quello che chiediamo a gran voce è appunto una nuova classe dirigente, un rinnovamento non solo sulla base dell’età anagrafica, ma soprattutto sulla base delle idee e dei contenuti. Rischieremmo di cambiare le facce ma non la metodologia interna al partito, quel metodo che molto spesso non ci ha permesso di essere partecipi consapevoli alle scelte del PD.

Ma entriamo nello specifico del documento.

A pagina 15 si definisce l’attribuzione della rappresentanza legale del partito ad un tesoriere in possesso di requisiti di onorabilità e di professionalità e qui ci metterei un PUNTO. Ebbene chi ha letto il documento con me, ha storto il naso quando in un documento del partito Democratico si fa riferimento all’onorabilità prevista per gli esponenti aziendali delle banche, anche perché la cronaca quotidiana ci sottolinea che spesso queste figure non hanno fatto della moralità, dell’etica e della professionalità le loro linee guida.

Passiamo alle Primarie.

Il PD si impegna da un lato e poi dice che “laddove non si dovesse ricorrere all’uso delle elezioni primarie si adotteranno criteri di trasparenza e di consultazione degli iscritti e dei circoli territoriali”. Aria fritta. Noi diciamo Primarie Sempre e che siano Primarie di territorio, ovvero chi si candida alle Primarie deve appartenere a quel Territorio. E allora si dia il via alla redazione dell’Albo degli Elettori del PD. Ora.

Anche perché siamo tutti contrari alle componenti, almeno a parole. Ed allora sia chiaro che lo strumento di selezione dei rappresentanti istituzionali, a tutti i livelli, non può essere ne l’appartenenza ad un gruppo ne avere come discriminante la simpatia personale al potente di turno, perché non dobbiamo risultare simpatici per fare politica. Ma dobbiamo avere idee, passione ed essere propositivi oltre che essere presenti sui territori mettendoci la faccia.

E poi il paragrafo sulla comunicazione.

Diventa necessario – si legge – puntare al rafforzamento della comunicazione interna.

Io direi che dobbiamo cominciare a praticarla! Perchè la comunicazione interna è attualmente inesistente. E basta poco, è sufficiente inviare un’email.

E lo dimostrano i due eventi principali che hanno caratterizzato la fase di commissariamento. A pochi era dato sapere cosa si stesse preparando per la conferenza programmatica e nessuno sapeva che ci fossero gruppi di lavoro per la definizione della conferenza organizzativa.

A questo punto ricordiamo una cosa. I luoghi veri di confronto, discussione e di comunicazione non sono le sedi virtuali, il web, ma i circoli, dove militanti, iscritti e simpatizzanti devono trovare un ruolo guida per avvicinarsi alla politica e sperimentarla sul campo.

Complimenti invece agli organizzatori dell’evento di comunicazione politica del partito “Comizi di Classe” del dicembre 2011. Dove abbiamo imparato che la politica è anche comunicare un’emozione.

E veniamo alle Regole.

Abbiamo contato questo termine tre volte nel documento. “La proposta organizzativa è un assetto di regole condivise”; “regole per un partito nuovo” e “regole per l’istituzione e per l’accesso all’anagrafe degli iscritti”.

Siamo bravi a definire le Regole ma siamo altrettanto bravi a disattenderle.

Le regole ci provengono dallo Statuto che sottoscriviamo all’atto della nostra adesione al Partito.

Alcuni di noi ora si chiedono, visto che è stato necessario ricorrere ad un tribunale per verificare se le regole fossero state rispettate o meno e visto che un giudice si è espresso, chi ci porterà al congresso?

L’8 maggio scorso un centinaio di autoconvocati chiedevano a gran voce Congresso subito. Tutti noi vogliamo il congresso, ma che sia definito nel rispetto delle regole perché una politica senza regole è la legge del più forte e questa non è politica.

Infine un’ultima annotazione per il congresso che ci attende. Si faccia attenzione a non cristallizzare vecchie posizioni acquisite, perchè questo minerebbe il futuro del partito a Napoli.

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