Libia: distrutto cimitero italiano a Tripoli. Il governo di Tobruk accusa l’Italia: “Navi in nostre acque”

Forti tensioni tra la Libia e l’Italia. Il governo di Tobruk ha condannato la violazione delle proprie acque territoriali dopo il presunto ingresso ieri di tre navi da guerra italiane nei pressi delle coste di Bengasi, a Daryana, circa 55 km a est della città. Immediata la smentita del ministero della difesa, che tuttavia non è bastata a placare l’odio antitaliano che sta montando in Libia: il cimitero cattolico italiano di Tripoli “Hammangi” è stato infatti di nuovo devastato

CimiteroRoma, 2 novembre – l’Associazione Italiana Rimpatriati dalla Libia (Airl) fa sapere tramite foto inviate all’ANSA che il cimitero cattolico italiano di Tripoli “Hammangi” è stato di nuovo devastato: “Sono immagini che si commentano da sole per la loro inciviltà e che completano il quadro tragico della situazione in Libia”, afferma la presidente dell’Airl Giovanna Ortu. “Grazie a Dio non abbiamo bisogno di tombe materiali per pregare in ricordo di quei morti e ci piace ricordare la lunga tradizione di rispetto fra le diverse religioni che ha caratterizzato la nostra vita laggiù. La preoccupazione per i vivi libici in pericolo a causa della lunga guerra fratricida che ha dato spazio a presenze inquietanti prevale sull’accorata preghiera per i nostri cari defunti”, sono le parole di Ortu e di Giancarlo Consolandi, presidente dell’Exlali, Associazione alunni scuole cristiane di Tripoli. Secondo le ultime informazioni disponibili, nel cimitero cattolico di Tripoli riposano i resti di circa 8.000 italiani.

“Purtroppo non è una notizia nuova, è un destino amaro e ripetuto”, ha commentato la presidente dell’Airl, ricordando le numerose volte che il cimitero è stato vandalizzato. Ed è una notizia tanto più dolorosa nel giorno Ognissanti, alla vigilia della ricorrenza della Commemorazione dei defunti. L’Airl si è presa cura più volte del restauro del cimitero e si era anche interessata per una possibile traslazione di tutte le salme in Italia.

La devastazione del cimitero sarebbe stata la risposta da parte di cittadini libici, mossi da un profondo odio verso l’Italia, per una presunta invasione di tre navi da guerra italiane nei pressi delle coste di Bengasi, a Daryana, circa 55 km a est della città, come affermato in un comunicato del governo postato sulla sua pagina Facebook e Twitter. Secca la smentita da parte del ministero della Difesa: “La notizia diffusa da fonti libiche circa la presenza ieri di tre navi italiane nelle acque territoriali libiche è falsa. Tutte le navi militari italiane presenti nel Mediterraneo operano in acque internazionali rispettando i limiti stabiliti dai trattati”.

Per il governo libico le tre navi da guerra sono entrate nelle acque territoriali libiche senza l’autorizzazione e ha avvertito che “utilizzerà ogni mezzo” per proteggere la sua sovranità. I tre mezzi navali probabilmente fanno parte della forza navale messa in campo dai Paesi Ue per contrastare il traffico di esseri umani verso le coste italiane. Tobruk intanto ha esortato l’Italia a rispettare i trattati firmati tra i due Paesi e giudicato l’ingresso delle navi italiane come un atto contrario a tutti gli accordi internazionali ratificati dall’Onu.
Inoltre l’aviazione libica ha fatto decollare i suoi caccia militari per “monitorare l’attività delle navi da guerra italiane“: lo afferma il capo di Stato maggiore libico, Saqr Geroushi, citato dai media locali.

One thought on “Libia: distrutto cimitero italiano a Tripoli. Il governo di Tobruk accusa l’Italia: “Navi in nostre acque”

  1. Da questa triste notizia – già ai tempi del colpo di stato contro Re Idriss – Gheddafi ci fece portare via anche le ossa dei nostri poveri morti , possiamo comprendere che gli “scafisti “stanno restando senza lavoro ; e non possono dare il pizzo ai Libici.

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