Territori in ginocchio per il maltempo, Renzi rassicura: “saranno presi provvedimenti per le zone della Calabria e della Campania colpite”

Il Premier Renzi ha annunciato che nel prossimo consiglio dei ministri saranno presi i primi provvedimenti per le zone della Calabria e della Campania colpite dal maltempo. Il Governatore della Calabria, Mario Oliverio, ha chiesto la dichiarazione dello stato di emergenza. La Locride è la zona maggiormente devastata dal maltempo. Il Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha affermato che ci sono altre 24-48 ore di estrema attenzione

alluvioneReggio Calabria, 3 novembre – Uno scenario di vera e propria devastazione è quello che appare in Italia dopo le ondate di maltempo, che hanno messo in ginocchio lo stivale in questa prima metà dell’autunno. Alluvioni e tempeste hanno spaziato per tutta la penisola: dal Piemonte, Liguria e Lombardia, passando per Toscana, Lazio e Campania, fino ad arrivare alla Calabria (ultima cronologicamente ad essere colpita) e alle isole.

In Calabria da ieri mattina ha smesso di piovere e la situazione meteorologica si sta normalizzando, ma ora il rischio maggiore è quello del dissesto idrogeologico che potrebbe aggravare ancora di più una situazione già molto difficile. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio ha effettuato un rapido sopralluogo sulle zone colpite dal maltempo nel Reggino: “Abbiamo fatto una ricognizione della situazione dall’alto. Mi sono accertato dei danni alle principali vie di comunicazione, quindi la ferrovie e la Statale”, e insieme al prefetto di Reggio Calabria Claudio Sammartino ha chiarito: “Siamo nel cuore della prima fase, quella dell’assistenza e del soccorso alle comunità. Avvieremo presto la seconda per ripristinare. Sono in arrivo mezzi di opera pesante dei vigili del fuoco ed un reparto del genio militare da Palermo”. Delrio ha poi partecipato ad un incontro presso la Prefettura di Reggio Calabria ed al termine dei lavori ha ribadito che il Presidente del Consiglio ha già garantito che proclamerà al più presto lo stato di emergenza, appena arrivano le stime necessarie. Seguirà poi una seconda fase con una stima più strutturata dei danni.

All’incontro del Centro Coordinamento Soccorsi erano presenti, oltre al ministro Delrio, il sottosegretario Marco Minniti, il Presidente della Regione, Mario Oliverio e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha annunciato: “La protezione civile e il Governo, d’intesa con i due presidenti di Regione, sono già intervenuti con sopralluoghi e fin dal prossimo Consiglio dei ministri arriveranno i primi provvedimenti. Non lasceremo soli né i beneventani, né i reggini. Ci tengo a scriverlo, a sottolinearlo, a ripeterlo con forza”. Il presidente della regione Oliverio si è detto pronto a richiedere lo stato di calamità perché quanto accaduto è un vero e proprio disastro: “abbiamo bisogno che venga sostenuto il nostro progetto di difesa e sistemazione idrogeologica. Stiamo mettendo a punto un progetto di sistemazione idrogeologica di tutta la Calabria. I ritardi accumulati in questi decenni hanno provocato ora una situazione di alto rischio del nostro territorio”.

In tutte le zone colpite dal maltempo non ci si perde d’animo e si sta lavorando per cercare di tornare rapidamente alla normalità: squadre dell’Anas stanno lavorando per rimuovere fango e detriti da moltissime strade della Calabria mentre la Protezione civile della Calabria ha istituito una task force con la Regione, l’Università della Calabria ed il Cnr per il monitoraggio delle frane. Ingenti i danni anche nel settore agricolo dove intere aziende sono state distrutte; il ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha attivato l’Unità di crisi regionale e i tecnici hanno già segnalato situazioni di emergenza nelle aree archeologiche del litorale ionico.

Per quanto riguarda il Nord, il maltempo ha causato altri quattro morti, tra Piemonte, Liguria e Lombardia, di questo autunno da dimenticare. La tragedia più grave a Cerro di Laveno, Varese, nella notte tra sabato e domenica:  il fianco della collina è franato su una casa e ha ucciso due persone. Giorgio Levati, 70 anni, e sua nipote Adriana, 16 anni, che sono stati estratti dal fango domenica mattina. A Genova, invece, non ci sono più speranze di trovare in vita Luciano Balestrero, pensionato di 67 anni travolto sabato sera dalla piena del rio Riccò mentre stava cercando di mettere al sicuro la sua automobile che l’acqua stava trascinando via. La più colpita tra le regioni è ancora una volta la Liguria, già colpita dall’alluvione di Genova del 9 ottobre e da quella del Tigullio la settimana scorsa. A Genova è stata stranamente una domenica di sole, dopo che nella notte erano esondati in contemporanea il Cerusa, il Polcerva, il rio Torre, il Fegino, il Ruscarolo, il Torbella. Neppure i morti hanno avuto pace: il Polcerva ha abbattuto 50 metri del muro di cinta di un cimitero a Bolzaneto, nel ponente di Genova, e trascinato settanta bare.

A fare la conta dei danni il governatore Claudio Burlando: “Credo che siamo arrivati almeno a un miliardo di danni. La Regione può fare poco, possiamo passare da 50 a 65 milioni, il sistema degli enti locali arriverà a un centinaio, poi però interviene il Patto di Stabilità”. Perentoria la risposta del premier Renzi: “In Italia ci sono 20 anni di politiche del territorio da rottamare” scaricando la colpa alle Regioni; ma Burlando non ci sta e, aprendo un vero e proprio botta e risposta, ribatte: “Il problema del territorio di cui parla Renzi è legato anche ai condoni edilizi. Non li ha fatti il premier e non li abbiamo fatti noi, ma sono stati fatti a Roma. Tre condoni in 30 anni“.

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