Medici specializzandi contro la decisione del governo di tassare la loro borsa di studio. I motivi della protesta.

Gentile Redazione,

la recente protesta dei medici specializzandi contro la decisione del governo di tassare la loro borsa di studio ha messo in luce le criticità che seguono inerenti il corso di formazione specifica in Medicina Generale.

LA BORSA DI STUDIO
La borsa di studio del medico in formazione è di 11.592 euro lordi annui a cui sono quindi da sottrarre, applicata la dovuta detrazione, le ritenute e le addizionali IRPEF. Il regime fiscale è equiparato alla dipendenza, ne consegue il rilascio di una busta paga mensile e di un CUD annuale. Ne deriva un compenso netto medio che si può stimare intorno a 850 euro al mese. Un medico specializzando presso una struttura universitaria percepisce più di 1700 euro netti a fronte di un impegno orario e clinico analogo ”sulla carta” (368/99 e seguenti).

Le criticità di tale norma sono sostanzialmente due:
– L’entità della borsa di studio è vergognosa rispetto a ogni retribuzione odierna in tutto il panorama sanitario. Da considerare anche che alcuni medici in formazione sono spesso membri di un proprio nucleo familiare e lo sostengono economicamente.
– La disparità con la borsa dello specializzando pone il medico in formazione in “serie B” nel panorama delle professioni sanitarie, il medico si sentirà tale e verrà ritenuto tale dai colleghi. Il rischio è l’inconsapevole sudditanza vissuta dal Medici di Medicina Generale nei confronti dei colleghi e pertanto un’insufficiente consapevolezza della centralità del proprio ruolo.

INCOMPATIBILITA
Il medico in formazione svolge il corso a tempo pieno e sono incompatibili altre attività lavorative. Dal 2001 sono permesse in deroga le sostituzioni di altri medici di medicina generale, la continuità assistenziale e la guardia turistica limitatamente a situazioni di dichiarata carenza di titolari e fuori dagli orari di formazione-lavoro. Inoltre esiste una norma che nega la possibilità al formando di acquisire i punteggi giustamente derivanti le sue sostituzioni durante il periodo di formazione.

– La deroga del 2001 aiuta i tirocinanti delle Regioni in cui vi è maggior carenza di medici ma non di quelle in cui vi è una pletora di medici senza fissa occupazione, discriminando sostanzialmente il Sud Italia rispetto al Nord. Inoltre sono discriminate le persone che non possono fare turni notturni e festivi di Continuità Assistenziale per motivi familiari (es. figli piccoli).
– La Continuità Assistenziale viene valorizzata come occasione per incrementare i guadagni e non come occasione formativa nell’ambito delle cure primarie.
– Vi è discriminazione nei confronti dei colleghi Specializzandi che, oltre a poter svolgere un numero seppur limitato di turni di Continuità Assistenziale, tramite convenzioni in regime di extra-moenia possono svolgere anche altri tipi di incarichi. Ne consegue un considerevole aumento di guadagno a fronte di una borsa di studio già doppia rispetto a quella dei medici in formazione.

LA PREVIDENZA
Non è previsto il versamento di contributi previdenziali durante il Corso. Il regolamento ENPAM prevede che la borsa di studio sia dichiarata tra i redditi soggetti a quota B all’aliquota ridotta del 2%.
Criticità:
– Il 2% rappresenta quasi uno stop contributivo vista l’esiguità della somma versata e comunque va a impattare sul già vergognoso guadagno del medico in formazione.
– Vi è una discriminazione con gli Specializzandi universitari i quali versano il 17% di contribuzione mantenendo in busta paga un guadagno netto doppio rispetto a quello dei medici in formazione.

ASSICURAZIONE
Grava sui medici in formazione il premio annuo della polizza assicurativa professionale e la polizza assicurativa per infortuni lavorativi gravando ulteriormente sul già esiguo stipendio del formando.

IL CONCETTO DI “SPECIALIZZAZIONE”
La Medicina Generale è una disciplina autonoma con contenuti clinici ed accademici propri.
La Medicina Generale è riconosciuta come specializzazione in 27 paesi in Europa ma non in Italia.
Bisognerebbe cogliere l’occasione per sottolineare l’importanza del ruolo del Medico di Famiglia all’interno del sistema sanitario, ove concretamente riconosciuto e valorizzato dallo stesso sistema, a partire dalla formazione professionale che dovrebbe essere anche formalmente equiparata ad ogni altra specializzazione medica tanto sul piano economico quanto sul piano formativo.

LA GRAVIDANZA
Attualmente le Colleghe in gravidanza interrompono per almeno 5 mesi il corso di formazione specifica, durante i quali viene sospesa la borsa di studio, e terminano il Corso successivamente.
La gravidanza così viene implicitamente discriminata e disincentivata, contro ogni norma di pari opportunità e tutela della maternità.

POSSIBILI SOLUZIONI
Non essendo prevista dalla normativa vigente, qui assolutamente disapplicata, una disparità di trattamento a livello economico tra professionisti che svolgono le medesime attività formative professionalizzanti (pratiche e di tirocinio) in strutture diverse (Università e Aziende Sanitarie della Regione) appare evidente che gli specializzandi universitari e gli specializzandi regionali dovrebbero firmare il MEDESIMO CONTRATTO DI FORMAZIONE cosa tra l’altro già possibile applicando la normativa vigente senza necessità di correzioni: semplicemente smettendo di disapplicarla. Questo risolverebbe il problema “IRPEF”, il problema inerente i contributi previdenziali e porterebbe all’adeguamento del mensile.

In adeguamento agli standard europei il titolo riconosciuto ai medici in formazione dovrebbe essere quello di specialista in assistenza primaria trasformando il titolo di “corso di formazione specifica in medicina generale” in “scuola di specializzazione in assistenza primaria”. Si sottolinea che il termine “generale” crea confusione nei pazienti poiché viene troppo facilmente confuso con “generico” ovvero privo di ogni forma di specialità aumentando il concetto errato di “medico di serie b”. Su questo punto si pone ovviamente il problema legislativo in quanto in Italia il titolo di specialista può essere dispensato solo dalle strutture universitarie. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di fornire alle regioni una deroga speciale per assegnare il titolo di specialista in assistenza primaria

La regione deve farsi carico di stipulare e finanziare al medico la polizza per responsabilità professionale e antifortuni atta a coprire tutta la durata legale del corso al pari degli specializzandi universitari.

Le sostituzioni mmg, continuità assistenziale, guardia turistica e tutte le attività del territorio come la medicina dei servizi vanno riservate solo ai possessori di attestato di formazione in medicina generale e, tra varie scelte, andrebbe favorito il medico in formazione o quantomeno più giovane al fine di aumentare le sue possibilità di formazione. Inoltre dovrebbe essere eliminata la norma che proibisce al medico in formazione di acquisire punteggio dalle sostituzioni effettuate durante la durata del corso di specializzazione.

Diritto alla maternità senza sospensione di borsa.

In ragione di tutto ciò, FIMMG formazione, in rappresentanza dei Medici Corsisti in Medicina Generale ha proclamato 100 giorni di lotta, per denunciare le criticità della condizione dei medici in Formazione specifica in medicina generale al fine di mantenere alta l’attenzione su una serie d’impegni necessari alla qualificazione della proposta formativa, economica e di prospettiva occupazionale e professionale del corso di Formazione specifica in Medicina Generale.

 Azioni dimostrative e assemblee permanenti negli Ordini dei Medici, che culmineranno in un momento manifestativo nazionale, porteranno all’attenzione dell’opinione pubblica la condizione di mancato investimento su un percorso formativo indispensabile all’accesso alla Medicina Generale dei loro futuri Medici di Famiglia, figura indispensabile non solo sul piano assistenziale ma nella cultura e nel tessuto sociale di questo Paese.

Tra le tante tappe nella penisola, giovedì 17 maggio alle ore 12.00 i corsisti di Medicina Generale provenienti da tuttala Regione Campaniae si incontreranno presso l’ordine dei Medici di Napoli. L’invito è esteso a tutti i medici d’Italia: corsisti, specializzandi, neoabilitati, neolaureati abilitandi, colleghi giovani e meno giovani che vogliono esprimere la loro vicinanza alla drammatica situazione dei formandi campani, che oltre ad essere sottopagati e tassati come gli omologhi colleghi delle altre regioni, hanno anche il problema di ricevere la borsa in netto ritardo (anche dopo 8 mesi), e sottolineare l’enorme difficoltà attuale che sta attraversando la sanità campana.

Napoli sarà la base di lancio della denuncia di TUTTI i giovani medici che vivono in una situazione totale di precariato, di formazione inadeguata con criteri di ammissione non meritocratici.

Lettera alla Redazione del Dottor Salvatore Caiazza.

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