Pensioni di invalidità, truffa per 3 milioni di euro: arrestati due funzionari Inail di Caserta

Una truffa ai danni dello Stato, da 3 milioni di euro, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Caserta: due dipendenti dell’Inail, Raffaele Raimondo, 51 anni, e Antonio Valletta, 55, sono stati arrestati. Per Raimondo il gip ha disposto il carcere mentre Valletta è finito ai domiciliari. Le accuse, a vario titolo, sono di truffa, tentata truffa aggravata e corruzione. Eseguiti anche sequestri ai due indagati

inailCaserta, 12 novembre – Due dipendenti dell’Inail, Raffaele Raimondo e Antonio Valletta, sono stati arrestati dalla guardia di finanza di Caserta nell’ambito di un’inchiesta che ha portato alla scoperta di una truffa ai danni dello Stato da tre milioni di euro. Per il primo il gip ha disposto il carcere mentre il secondo è finito ai domiciliari. Le accuse sono di truffa, tentata truffa aggravata e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Ai due indagati la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere contesta di avere gonfiato, tra il 2013 e il 2014, gli statini paga di 96 persone, previo compenso in denaro: si arrivava fino a quindicimila euro per gonfiare le pensioni di invalidità. Le indagini delle Fiamme gialle hanno consentito di scoprire che i due funzionari dell’Inail modificavano, senza alcuna giustificazione, gli statini paga degli invalidi con inagibilità permanente e anche di quelli comunque invalidi al lavoro ma nell’impossibilità di fruire dell’assunzione obbligatoria. Con l’intervento dei militari è stata bloccata l’erogazione di circa 160mila euro in favore di dieci persone che non ne avevano diritto. Raffaele Raimondo, che è anche accusato di corruzione, avrebbe percepito 15mila euro da due persone, per un totale di 30mila euro, come ricompensa per i “benefici” ottenuti sulle proprie pensioni grazie al suo intervento.

Prende le distanze dall’accaduto l’Inail, che tramite un comunicato afferma la propria estraneità ai fatti: “L’Inail ha chiesto l’intervento della magistratura e ha attivato tutte le iniziative per il ripristino della legalità. L’indagine nasce dalla tempestiva segnalazione alla magistratura delle anomalie e irregolarità rilevate dagli organi ispettivi interni nel corso delle attività di accertamento espletate periodicamente”. L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro fa sapere inoltre di aver avviato le procedure per il pieno ripristino della legalità, attivando con immediatezza ogni possibile utile iniziativa anche allo scopo di recuperare le somme indebitamente sottratte. Nel comunicato viene ribadita anche “la ferma volontà di collaborare con gli organi inquirenti affinché sia fatta piena luce sulla vicenda e si riserva, ove occorra, di promuovere in tutte le sedi la tutela della propria immagine e del proprio buon nome”.

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